Occorre forse un vero cambiamento di genere, qui auspicabile, un progetto politico e sociale, ampio, che si proietti nei decenni futuri legandosi indissolubilmente alla cultura, al turismo e ai frutti della nostra terra. Un progetto che parta dal basso, soprattutto dalla scuola, dall’educazione, dal pensiero di un’intera società, cosciente del valore di cui dispone. Perchè non potenziare le lezioni di Storia dell’Arte, o addirittura farla diventare una materia trasversale alle altre. Occorre secondo Casalini, “Una pianificazione che vada ben oltre la vita di una o due legislature, oltre l’esistenza di molti di noi”. Il giornalista sa che questo è un tema, abbastanza discusso, si è scritto e parlato molto in tanti libri, convegni, trasmissioni televisive: “potremmo vivere di questo”, Ah, se sfruttassimo quello che abbiamo!”, frasi sentite milioni di volte, ma alla fine tutto rimane come prima.

Eppure sembra che il settore economico che gode più salute, che è più in crescita è quello del turismo. E’ qui dove tutti investono e guadagno, mentre noi non lo facciamo, siamo al 78° posto nel mondo. Peraltro, il settore turistico è ecocompatibile, visto che non provoca emissioni dirette di sostanze nocive nell’ambiente.“Ha un’etica sociale, perchè è fondato sulla valorizzazione di ciò che esiste e sul rispetto delle persone. E’ diffuso sul territorio, sul quale ridistribuisce i benefici in modo più ampio rispetto ai grandi gruppi aziendali”.

I turisti partono, sempre più numerosi, ma per dove? Innanzitutto per la Francia, gli USA, la Cina, la Spagna e perfino in Grecia. Da noi ne arrivano 46 milioni, la metà della Francia, un dato che sarebbe nettamente inferiore se non ci fosse il Vaticano di Papa Francesco. E poi certi signori si permettono di infangare la Chiesa e i suoi ministri.

Interessante il raffronto che il testo presenta tra la nostra Sicilia e le isole Canarie e Baleari, appartenenti alla Spagna, che hanno una lunghezza di coste simili. Sommando i pernottamenti le isole spagnole arrivano a 136 milioni di pernottamenti, la Sicilia alla misera cifra di 6 milioni. E qui si aprono i soliti discorsi sui servizi che mancano, i pochi voli aerei internazionali, low cost. Stiamo parlando della Sicilia che certamente non offre soltanto il mare, ma possiede un immenso patrimonio artistico e culturale, dai monumenti antichi alle feste patronali, oltre a una popolazione pari al doppio delle Canarie. Ricordiamo che la disoccupazione in Sicilia ha raggiunto il 20%, quale potrebbe essere questo dato se, invece di 6 milioni, le notti passate sull’isola dai non residenti fossero 100 milioni (ben distribuiti)? E che non c’è solo mare in Sicilia, lo ha capito pure Casalini, quando scrive che a novembre, in manica di camicia, puoi passeggiare nella Valle dei Tempi di Agrigento con in mano un delizioso cannolo.

Il libro offre numerosi spunti per riflettere, interessante i casi di valorizzazione del territorio come quello di Arco in provincia di Trento, con soli 17 mila abitanti è riuscita a diventare la capitale del mondo dell’arrampicata sportiva. E poi c’è il settore dell’enogastronomico, che tira molto,“i distretti turistici che hanno investito nei percorsi enogastronomici sono stati ricompensati dalla soddisfazione dei turisti, che hanno aperto generosamente il portafoglio”.

Del resto in Italia abbiamo tanti prodotti di denominazione di origine controllata, specialità di vini e diverse aziende, un patrimonio straordinario. Per migliorare il prodotto, Casalini auspica una grande catena di distribuzione nostrana che“unisca in un marchio comune allo scopo di vendere i nostri prodotti in ogni angolo del globo”.Ecco perché occorre sviluppare la nostra agricoltura, che peraltro è l’unico settore dove oggi non si licenzia ma si assume, l’unico dove l’occupazione giovanile è cresciuta del 9% in un solo trimestre.

Pertanto una priorità assoluta dovrebbe essere la tutela del territorio, proprio nell’ottica turistica ed enogastronomica. Infatti,“l’inquinamento delle terre campane dove vengono prodotte le mozzarelle di bufala crea un danno immenso a uno dei simboli del nostro migliore “Made in Italy”.

Comunque sia non tutto è perduto, visto che ancora in certe classifiche specifiche, l’Italia mantiene nella percezione estera, una certa potenzialità, in riguardo al patrimonio culturale e storico, nonostante tutto ci siete ancora, avete un marchi speciale, Siete unici. Sfruttate questo vantaggio finchè potete.

Allora che valore economico dare alla cultura? Visto che possediamo il maggior numero di siti, 49, tutelati dall’Unesco. Aprendo il tema dei musei e del grande panorama artistico italiano, è veramente significativo e commovente il racconto di Casalini sul giovane africano che scappa dal nord del Mali, per arrivare in Italia e vedere la Pietà di Michelangelo. Dominique, aveva studiato in una missione dove un prete italiano gli aveva fatto vedere tante belle opere d’arte che l’uomo ha realizzato nella storia. “Il padre ci ha mostrato le foto di un libro con delle statue e ce n’era una con Gesù morto e sua mamma che lo teneva tra le braccia. Guardandola io mi sono commosso, perché non avevo mai visto una cosa così bella. Io riuscirò ad arrivare in Italia a vedere quella statua”. Dovrebbe farci riflettere molto questo racconto.

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