altContinuiamo la pubblicazione delle conversazioni (questo è l’undicesimo appuntamento) che Diego Manetti tiene ogni primo sabato del mese a Radio Maria, alla scoperta dei santuari più importanti dedicati alla Vergine.

Ancora una volta, cari amici, ci poniamo “sulle tracce di Maria” per seguire, passo dopo passo, il cammino della Vergine tra gli uomini, ripercorrendo alcune delle più importanti tracce che Ella ha lasciato nel mondo, ovvero i santuari a Lei dedicati, intesi come risposta umana all’iniziativa di Maria di rivolgersi all’umanità con apparizioni o messaggi in precisi momenti della storia. La traccia mariana che questa volta andiamo a esaminare è quella costituita dal Santuario di Monte Berico, presso Vicenza, dove Maria è venerata quale Madre di Misericordia. La scelta di questo santuario risponde un po’ all’esigenza di rendere il giusto omaggio alla devozione della terra veneta che, nei secoli, ha saputo intrecciare le proprie vicende storiche con una incrollabile fede nella protezione materna della Vergine.

Veniamo dunque a presentare il luogo di questa apparizione mariana, perché, anche in questo caso, tutto prende inizio da una apparizione della Beata Vergine Maria. Ci troviamo appunto nel Veneto del XV secolo, un tempo di forte instabilità sociale e politica per le terre italiche, e un momento di particolare difficoltà per quel Veneto che, nel corso del Quattrocento, si trova flagellato da carestie e pestilenze in seguito alle incursioni degli eserciti nemici che aspirano alla conquista del territorio. Non tocca sorte diversa a Vicenza: la città è infatti drammaticamente colpita da epidemie e contagi che infieriscono sulla già misera vita dei vicentini. In questo quadro di povertà e miseria si aggiunge il rapido succedersi di diversi potenti che, uno dopo l’altro, prendono il controllo di Vicenza: prima gli Scaligeri di Verona, poi i Visconti di Milano e infine la Repubblica di Venezia. Mancanza di salute e prosperità, ma anche di autonomia e libertà, dunque. L’apogeo della crisi si raggiunge nel 1424, anno in cui la peste flagella Vicenza con una violenza inaudita.

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