altIl nome di Alberto Castelli, probabilmente dirà poco ai nostri lettori, mentre invece se parliamo di C.S. Lewis e delle sue Lettere di Berlicche ecco che molti le avranno lette e sicuramente apprezzate. Castelli ne fu il traduttore e la sua prefazione contribuì notevolmente al successo italiano dell’opera. Fu anche traduttore e di altissimo livello non solo di Lewis, ma anche di Thomas Merton di Thomas S. Eliot di Fulton J. Sheen e anche di William Shakespeare.

Castelli era un sacerdote nato nel 1907, divenuto arcivescovo titolare di Rusio nel 1953 e che, nonostante i suoi molteplici impegni di pastore pubblicò un volume dal titolo: La religione nei drammi di Shakespeare (Edizioni Paoline, 1963). Prima di diventare vescovo fu docente di Lingua e Letteratura Inglese all’Università Cattolica del Sacro Cuore dal 1934 al 1953 e pertanto aveva pieno titolo per affrontare un tema abbastanza insolito: quello di evidenziare i testi tratti dai drammi del Bardo nei quali affiora un pensiero religioso. Nella prefazione al volume, che non ha mai visto ristampe, afferma molto umilmente di voler aprire una strada che altri affronteranno e completeranno, ma che si presenta molto promettente.

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