Questa cosa mi ha fatto riflettere sui valori che la società sta trasmettendo a questa generazione di adolescenti. Viviamo in un clima culturale che li sprona all’edonismo e alla ricerca del piacere fine a se stesso e in una cultura intrisa di relativismo, dove non esiste più la verità, e di materialismo, per cui l’uomo è soltanto la somma dei suoi bisogni”.

            Per contrastare questa deriva culturale e antropologica, il docente è chiamato a insegnare “a veleggiare e non a galleggiare” sperando, prima o poi, di sfangarla. “Noi professori, aggiunge Fighera, siamo chiamati a dare testimonianza della bellezza che abbiamo incontrato, che la bellezza ha un valore in sé e che studiare non soltanto è utile, ma è anche e soprattutto bello, perché lo studio ha a che fare con la vita”.

            Con insegnamenti così, allora, anche la scuola non è un mero “trasferimento di informazioni e di nozioni”, ma diventa “il luogo privilegiato in cui porre con forza la questione educativa”. Un’avventura da rinnovare ogni mattina. DI PAOLO FERRARIO (Avvanire 30 settembre 2014)

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