altUna stella ad otto punte svetta sul campanile della basilica di Sant’Eustorgio a Milano, in ricordo della splendente cometa che guidò i Re Magi a Betlemme per adorare il Bambino Gesù. Ai sapienti venuti dall’Oriente è legata la storia di questa splendida chiesa milanese, essendo state qui custodite per lungo tempo le loro spoglie, donate al vescovo Eustorgio dalla madre dell’imperatore Costantino, Elena. Le reliquie furono trafugate durante la distruzione della città meneghina per mano dell’imperatore Federico Barbarossa e traslate a Colonia, dove tutt’ora si venerano nella cattedrale gotica.  Fu il cardinal Ferrari, all’inizio del Millenovecento, a ottenerne, in parte, la restituzione. Nel transetto destro della basilica milanese le custodisce una teca posta sopra l’altare della cappella a loro dedicata.

La vicenda delle reliquie dei Magi fa supporre che la fondazione della basilica milanese sia avvenuta nel IV secolo per volontà del Santo cui è intitolata, quell’Eustorgio che, acclamato vescovo dal popolo, la elesse a luogo della propria sepoltura. In quest’area esisteva già una necropoli romana, poi cristianizzata, i cui resti sono oggi visibili sotto la navata centrale.  Più volte il sacro edificio fu distrutto durante le incursioni barbariche di Unni e  di Goti, per rinascere sotto il regno longobardo di Liutprando nell’VIII secolo. All’inizio del Duecento la chiesa divenne sede dell’Ordine Generale dei Domenicani che apportarono cambiamenti strutturali e significativi allo spazio sacro.   

Commenta questo Articolo