altÉ plausibile che un antico edificio esistesse laddove oggi sorge il Duomo di Spoleto, intitolato a Santa Maria Assunta e costruito a partire da metà del XII secolo, in seguito alle devastazione perpetrata dal Barbarossa. Il quale poi, in segno di pace, regalò alla città una bellissima icona. La sacra immagine, che raffigura Maria senza il Bambino, con le mani alzate in preghiera, segue l’iconografia bizantina della Vergine Hagiosonitrissa. Essa è custodita all’interno della Cattedrale, nell’omonima cappella appositamente creata nel  corso del ‘600. 

Sicuramente nel 1207 la facciata doveva essere già compiuta, se quell’anno doctor, e non magister, Solsterno firmò il mosaico con Cristo in trono tra la Madonna e san Giovanni Evangelista. Il prospetto, a lato del quale si innalza lo spoglio campanile, anch’esso duecentesco, ha la tipica forma a capanna, lungo i cui spioventi si distribuiscono tre rosoni intrecciati che, insieme ai cinque sottostanti alleggeriscono la superficie. Di questi ultimi, quello centrale è incastonato in un quadrato che presenta ai vertici i simboli del Tetramorfo ed è sorretto da una galleria cieca di colonnine e due telamoni. In epoca rinascimentale venne giustapposto un portico. É qui che si trova il portale principale, riccamente decorato: il suo architrave mostra un disegno di tralci che si dipartono da una croce mentre gli stipiti sono popolati da stravaganti personaggi, umani e animali.

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