altLa porta della Misericordia della Cattedrale di Udine si è aperta lo scorso 13 dicembre per celebrare l’inizio dell’Anno Santo. É un portale prezioso, quello della Redenzione, così chiamato perché nella lunetta sono rappresentati temi fondanti la dottrina cristiana, seppur accostati in maniera inusuale. Sopra una mensola un’Adorazione dei Magi sta a significare l’Incarnazione; distribuite sulla superficie sono le scene della Crocifissione, della Resurrezione dal sepolcro e l’Agnus Dei, ovvero il Cristo Salvatore dell’umanità. 

I rilievi, incorniciati da una cuspide affiancata da pinnacoli, sono della prima metà del XIV secolo e sono opera di un anonimo scultore tedesco. Come lo sono quelli del portale che si apre sul lato nord dell’edificio, poco più tardo, dedicato all’Incoronazione della Vergine rappresentata al centro del timpano, sotto un grande padiglione sorretto da angeli. Nell’architrave si susseguono senza soluzione di continuità episodi della vita di Gesù Bambino.

Il Duomo ha origini più antiche. Il patriarca Bertoldo di Andechs lo fece erigere a metà del XIII secolo, intitolandolo a Sant’Odorico, al posto di una chiesa già esistente dedicata a San Girolamo. L’originale impianto cistercense della costruzione fu successivamente modificato, ampliato e impreziosito da campagne decorative. Fino a che, nel 1335, la Cattedrale venne nuovamente riconsacrata a Santa Maria Maggiore. 

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