Il crescente numero di fedeli e devoti che accorrevano a Saronno da ogni luogo rese necessario un ampliamento dell’edificio: l’aggiunta delle tre navate del corpo longitudinale trasformò la primitiva pianta a croce greca in croce latina. Dei lavori si fece scrupoloso promotore lo stesso san Carlo Borromeo che volle destinare il Santuario principalmente al sacramento della Riconciliazione, chiedendo che fosse sempre presente, a questo scopo, un significativo numero di sacerdoti. 

Tra il 1511 e il 1516 Paolo della Porta innalzò il campanile, considerato tra i più belli di Lombardia e a lungo preso come modello per altre torri campanarie. A cavallo tra il XVI e il XVII secolo venne poi realizzata, su disegno di Pellegrino Tibaldi, la solenne e maestosa facciata, ispirata a canoni classici. In un tripudio di motivi ornamentali, lesene, colonne, sculture e balaustre, due grandi cariatidi affiancano il portale principale attraverso cui si accede allo spazio sacro, di squisite forme barocche, per decorare il quale si succedettero, nel tempo, artisti di grande livello. Il programma iconografico da questi eseguito celebra, nel complesso, la figura e il ruolo di Maria. 

Al leonardesco Bernardino Luini, attivo a Saronno dal 1525, si devono gli affreschi dell’abside, del presbiterio e le scene sottostanti la cupola. Sono episodi della vita della Vergine, raccontati con vivace vena narrativa, dovizia di personaggi immersi, con estrema perizia prospettica, in una calda atmosfera. La morte improvvisa del maestro, nel 1532, comportò il coinvolgimento di un altro importante pittore, il piemontese Gaudenzio Ferrari, che proseguì la decorazione della cupola. Il suo splendido Concerto Angelico, che occupa tutta la superficie della calotta, è una festa di cherubini che suonano una varietà sorprendente di strumenti musicali e culmina nella visione del Padre Eterno, circondato da putti gioiosi, entro un sole raggiato. 

É questo il punto di arrivo della Vergine, rappresentata plasticamente, tra Profeti e Sibille, alla base della cupola. Le statue, scolpite nel 1535 da Giulio Oggioni e dipinte da Alberto da Lodi, lì collocate dal lontano 1544, sono state recentemente spostate in attesa di restauro. Il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli è inserito nella lista dei beni patrimonio dell’Umanità stilata dall’’Unesco. (la nuova bussola quotidiana del 9-1-2015)

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