altCi ha commosso e divertito con la storia del padre che, pur di rimanere vicino ai propri figli dopo il divorzio dalla moglie, si trasforma nella bambinaia perfetta, travestendosi nella sessantenne tata inglese Mrs Doubtfire. Lo abbiamo amato nei panni del medico dal naso rosso, pagliaccio ingenuo per amore dei suoi pazienti malati, in Patch Adams. Ci siamo emozionati di fronte al robot capace di provare sentimenti, che rinuncia alla sua immortalità per diventare umano a tutti gli effetti nel film L’uomo bicentenario. Non dimenticheremo mai lo psicologo Sean McGuire, l’unico in grado, grazie alla propria umanità, di costruire un rapporto con Will Hunting, il genio ribelle impersonato da Matt Damon, divenendo suo mentore personale (l’interpretazione gli valse il suo unico Oscar nel 1998). Il suo professor Keating, nel film L’Attimo fuggente, è diventato un’icona del cinema internazionale e rimane la sua interpretazione più riuscita. 

Grazie a lui intere generazioni cresciute dagli Anni ’80 in poi hanno trovato il coraggio di cercare la propria strada, senza aver paura di non uniformarsi alla massa. John Keating ci ha insegnato che «qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo». Chiunque vorrebbe incontrare, nel proprio cammino, un insegnante come lui, che parla di poesia con la sua stessa passione, che insegna a guardare la vita da una prospettiva più grande, che include il sogno, l’immaginazione, la capacità di allargare lo sguardo sul mondo intero, senza soffocare i propri talenti, ma imparando ad ascoltarli e a dar loro spazio. Il suo carpe diem (in inglese seize the day) è diventato ormai una citazione d’uso comune, comprensibile a ogni latitudine, così come l’espressione «Capitano, mio capitano», in una delle scene più significative del film.

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