Nel nostro percorso sulle tracce di Maria, questa volta ripercorriamo la “traccia” lasciata dalla Vergine Maria a Guadalupe, in Messico, nel 1531.

È il santuario più visitato al mondo: quello dedicato a Nostra Signora di Guadalupe, ai margini di Città del Messico (Messico), dove ogni anno si contano circa 20 milioni di pellegrini. Si tratta di un santuario che rappresenta il cuore della fede delle Americhe e che ricorda una apparizione mariana davvero straordinaria, collocata ormai quasi cinque secoli fa, quando la Santa Vergine apparve a un povero indio di nome Juan Diego.

Il fatto che un indio portasse un nome di chiara origine spagnola fa capire come ai tempi dell’apparizione avesse già avuto luogo l’incontro tra due genti e due culture – quella azteca e quella spagnola – dalle quali sarebbe poi nato il popolo meticcio.

Prima di entrare nel vivo degli eventi, narrando come si svolsero i fatti, è dunque bene premettere alcune informazioni che possano aiutare a contestualizzare meglio l’apparizione da un punto di vista storico e religioso. Anzitutto occorre ricordare che in quello che oggi è il Messico vivevano nel XVI secolo gli Aztechi, un popolo ricco di cultura e tradizioni, che si era insediato nella valle del Messico verso la metà del XIII secolo. Con il tempo, l’originaria democrazia tribale cedette il posto a una monarchia aristocratica e imperialista, per cui troviamo il popolo azteco guidato, a partire dal 1503, dall’imperatore Montezuma.

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