altIn una giornata di vento e pioggia alcune persone non esitano a salire in vaporetto per andare a fare compagnia in isola a un amico colpito da un lutto familiare. Uno di loro si arrischia fino al punto di dire che per l’amico sarebbe disposto a salire sull’Everest. In realtà l’amicizia porta anche più in alto. 

Lo rivela la coincidenza temporale con l’iniziativa delle “24 ore per il Signore”, proposte da Papa Francesco a tutta la Chiesa, che iniziate la sera di ieri, venerdì 4 marzo, proseguono dritte e senza interruzione fino a questa sera.  Una piccola maratona di preghiera a staffetta. Preventivamente, sono state lanciate proposte per i turni di adorazione e, a sorpresa, qualcuno manda la conferma della sua partecipazione anche nelle ore più difficili della notte o della tarda serata e del primo mattino, con ulteriori avances: «Se in qualche ora di notte non è previsto nessuno, vorrei che mi si avvisasse: non voglio che Gesù stia solo!». A modo loro, partecipano anche alcuni anziani bloccati in casa. Faranno l’ora di adorazione dalla poltrona o dal letto di casa ”guardando” Gesù nell’Eucaristia. Hanno accettato l’invito con facilità e perfino con calore, grati di condividere il lungo tempo a loro disposizione con chi potrà uscire di casa.

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