altNel 1583 San Carlo Borromeo si recò a Rho, vicino a Milano. La sua non fu una semplice visita pastorale: quel viaggio fu l’occasione per annunciare al popolo rhodense l’autenticità del miracolo della lacrimazione della Madonna Addolorata. Il 24 aprile del 1583 la Vergine di un affresco di inizio Cinquecento raffigurante la Pietà, allora posto in una piccola cappella dedicata alla Madonna della Neve, fu vista piangere da alcuni popolani. A perenne memoria dell’evento prodigioso fu proprio il Santo Arcivescovo di Milano a porre la prima pietra del tempio, avendone affidato progetto ed esecuzione al suo architetto di fiducia, quel Pellegrino Tibaldi, detto il Pellegrini, protagonista del rinnovamento architettonico della Chiesa lombarda riformata.

Il Tibaldi pensò un edificio con pianta a croce latina, a navata unica e quattro cappelle per lato. La cupola da lui disegnata venne diversamente realizzata dall’architetto Giuseppe Merlo a metà del XVIII secolo. Stessa sorte toccò alla facciata, ornata da bassorilievi e da due monumentali statue di profeti, portata a termine dal maestro Leopoldo Pollack in stile neoclassico sul finire del Settecento.  Ad essere abbandonata fu anche l’originaria idea del peristilio, il quadriportico che doveva precedere il prospetto principale. Dal ‘600 all’800  numerosi artisti si alternarono nella ricca decorazione interna, su commissione delle più nobili e benestanti famiglie locali. 

Fulcro di tutto lo spazio è l’altare maggiore, dove è collocata l’immagine miracolosa, in marmo nero di Varenna e formelle di marmo rosso. Questo primitivo presbiterio, sotto la cui abside si apre il “gesiolo”, la cappella dove avvenne la lacrimazione prodigiosa, è separato dallo spazio della chiesa da una classica balaustra. In tempi moderni si decise di costruire un nuovo presbiterio, inaugurato dal cardinale Carlo Maria Martini nel 1998 e realizzato in marmo di Candoglia dallo scultore Floriano Bodini. Il maestro, nativo della Provincia di Varese, utilizzò il tema delle nozze di Cana per la mensa dell’altare, l’angelo dell’Annunciazione per l’ambone e la Pentecoste per la seduta del celebrante. 

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