Lo spazio interno è diviso in tre navate da colonne corinzie e interamente decorato con stucchi, affreschi e oro. La decorazione a fresco è una spettacolare sintesi di storia mariana, realizzata per mano di Francesco Giugno negli episodi della volta a botte centrale e di Giovanni Mauro della Rovere nel presbiterio.  Anche le navate laterali sono impreziosite da innumerevoli opere d’arte, per lo più tele collocate al di sopra degli altari delle cappelle che si aprono lungo i fianchi.  Dei tre dipinti realizzati dal Moretto per la chiesa ne rimane uno solo in loco: l’olio, datato al 1525, è una delle opere della prima maturità del pittore bresciano. La Madonna col Bambino in gloria, sullo sfondo di un cielo notturno solcato da nuvole, è rappresentata tra i Santi Rocco e Sebastiano, canonicamente raffigurati con i loro simboli agiografici, e Martino, ritratto in sontuose vesti vescovili.  

Un piccolo chiostro rinascimentale collega la chiesa con l’omonimo Santuario adiacente, molto caro ai cittadini, che occupa l’area dell’antica chiesa degli Umiliati. L’edificio, completamente ristrutturato all’interno nel corso dell’Ottocento, esemplificativo del gusto neogotico bresciano, fu citato dal Fogazzaro che lo giudicò il più bel santuario mariano moderno d’Italia. Vi si conserva l’affresco quattrocentesco di una Natività, immagine venerata per i numerosi episodi miracolosi ad essa attribuiti.  (La nuova bussola quotidiana del 16-1-2015)

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