altFu Giovanni XXIII a elevare al rango di Basilica romana minore la chiesa di Santa Maria delle Grazie di Brescia, da lui visitata in veste di Nunzio apostolico prima e di Patriarca di Venezia poi. Il nuovo edificio sostituì la chiesa già officiata dai Gerolamini e completamente rasa al suolo nel 1512 per opera dei soldati di Gaston de Foix-Nemours, che misero a ferro e fuoco la città. I monaci dell’ordine di San Gerolamo scelsero di insediarsi presso la chiesa di Santa Maria di Palazzolo, all’interno della cerchia muraria, con il compito di risollevare la condotta morale degli Umiliati, titolari del tempio. L’intero complesso religioso, cui venne anche cambiato nome, fu oggetto di un intervento di ampliamento e ristrutturazione che lo rese il più significativo esempio di arte barocca in quel di Brescia.

Il progetto porta la firma dell’architetto Lodovico Barcella da Chiari che si mise all’opera a partire dal 1522. Unico elemento decorativo della semplice facciata risulta essere il portale, proveniente dall’antica chiesa abbattuta, di cui si sono conservati anche i battenti lignei intagliati. Profili all’antica fanno capolino tra le lesene che affiancano l’ingresso in marmo di Botticino e marmo rosso di Verona, sormontato da una lunetta con la Vergine e il Bambino, tra il committente e i santi Gerolamo e Giovanni Battista. Queste sculture, di grande pregio e rilevante fattura, testimoniano una prima diffusione del linguaggio rinascimentale tra le maestranze locali.

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