Risultati immagini per edith stein«Tutta la vita di Edith Stein è stato un quaerere Deum. Un cercare Dio nella nostalgia di un vuoto che solo nella sua tragica morte si è mostrato come un portare la croce di Gesù». E’ il messaggio cui fa da sfondo lo spettacolo teatrale Edith Stein. Il silenzio di Dio che il Teatro dell’Aleph porterà in scena domenica 9 ottobre nel corso della Festa della Nuova Bussola Quotidiana

Il regista della compagnia Giovanni Moleri spiega che l’idea di scrivere un testo sulla filosofa ebrea convertita al cattolicesimo e morta nel campo di concentramento di Auschwitz nel 1942 è nata a seguito di uno spettacolo fatto nel Carmelo di Parma. «Le suore ci hanno ricevuto nel parlatorio e ci hanno “commissionato” uno spettacolo sulla loro santa». Nasce così un monologo dedicato a Teresa Benedetta della Croce dichiarata santa e compatrona d’Europa da San Giovanni Paolo II Papa, che l’Aleph porta in scena da diversi anni con l’attrice Elena Mangola. 

Io non sapevo chi fosse Edith Stein – spiega Moleri alla Nuova BQ -, lo spettacolo nasce quasi per gratitudine verso queste suore che ci hanno parlato della loro consorella morta martire in un campo di concentramento».

Si tratta di uno spettacolo che non tralascia la Shoa, ma che indaga il rapporto di Edith con Dio e che di Dio racconta anche il silenzio. 

«Il sottotitolo infatti è “il silenzio di Dio perché il tema del popolo eletto vittima dell’Olocausto trova nelle parole di Edith una sua compiutezza: la risposta strabiliante e commovente fornita da Teresa Benedetta della Croce è che il popolo ebraico a sua insaputa ha ricevuto il dono di portare anch’esso la croce di Cristo. E’ una risposta terribile e dentro lo spettacolo questo è condensato proprio nella figura di Edith, ebrea cristiana che nella sua esperienza porta dentro di sé il dramma di tanti popoli». 

Tecnicamente il testo non è propriamente un monologo perché ci sono anche immagini che sono parte dell’azione drammatica. Ma centrale è l’aspetto del quaerere Deum. «Già in tenera età Edith era irrequieta, ma di questo soffriva. Speso diceva di aver sofferto di situazioni malinconiche, di una nostalgia potente e irraggiungibile. Alcuni suoi zii si suicidarono e lei stessa arrivò molto vicino al suicidio».

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