Risultati immagini per tre giorni all'inferno giovanni figheraLa Divina Commedia non è soltanto il testo fondativo della lingua e della letteratura italiana, ma anche una straordinaria miniera umana e ideale. I ragazzi a scuola sono attratti dal capolavoro dantesco perché, oltre alla potenza artistica che lo caratterizza, intuiscono la ricchezza di un'”opera-mondo”, in cui c’è tutta la realtà umana: dagli aspetti più sublimi a quelli più bassi, lo spirito e la materia, il richiamo dei valori eterni e il rischio della caduta.

Da insegnante di liceo (oltre che da fine esegeta dell’opera di Dante), lo sa bene Giovanni Fighera, il quale nel suo saggio Tre giorni all’Inferno propone un itinerario nell’aldilà, che parte dall’antichità classica e dal senso religioso dei pagani (da Omero a Virgilio, da Cicerone a Lucrezio) per approdare alla certezza cristiana. Ovviamente non dobbiamo leggere la Commedia dantesca come se fosse il Catechismo della Chiesa cattolica, ma possiamo trovare in essa più di uno spunto – spunti spesso acutissimi, quando non addirittura geniali – per riflettere sulla nostra vita, sui sentimenti, sulle passioni, sui valori morali e religiosi.

Sulla scorta dell’agile ma denso libro di Fighera, è possibile leggere la Divina Commedia seguendo l’intinerario dell’autore fiorentino, dal suo smarrirsi nella selva oscura del peccato alla visione beatifica di Dio. Ed è come se lo studioso, ripercorrendo le orme del sommo poeta, invitasse anche noi oggi ad approfondire il significato di quel viaggio oltremondano per quanto esso può suggerire alle nostre esistenze.

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