altCinque giorni nella Corea del Sud per parlare a tutta l’Asia, definita da Giovanni Paolo II il continente del Terzo millennio. Cinque giorni nel Paese dove il cristianesimo cresce con numeri da record, attraendo persino le rock-star locali. Ma cinque giorni anche all’insegna di un modello impegnativo come quello rappresentato da un gruppo di laici che – poco più di due secoli fa, qui – hanno testimoniato la propria fede fino al martirio e verranno proclamati beati.

Si possono riassumere così i tratti del terzo viaggio internazionale di Papa Francesco, che comincia domani. Si tratta di un ritorno importante per la geopolitica della Chiesa cattolica: è dall’ultimo viaggio di Giovanni Paolo in India – nel 1999 – che un Papa non mette piede a queste latitudini. E per di più Bergoglio ha anche già annunciato che tra pochi mesi ritornerà in Oriente per un nuovo viaggio apostolico che nel gennaio 2015 lo porterà nello Sri Lanka e nelle Filippine. In questi giorni in Corea del Sud, inoltre, Papa Francesco incontrerà non solo i cattolici coreani ma anche migliaia di giovani provenienti da tutto il Continente, riuniti a Daejeon per la sesta Giornata della gioventù asiatica.

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