altStilemi gotici e romanici si intrecciano sulla facciata della cattedrale di Verona, nata dalle ceneri di due preesistenti chiese paleocristiane, distrutte dal terremoto del 1117. Già nel 1187 Papa Urbano III consacrava solennemente il nuovo Duomo, oggetto di successivi ripensamenti per lo più concentrati tra il XV e il XVI secolo. Proprio allora si decise di innalzare il prospetto principale su cui si aprirono anche due bifore ai lati dello splendido protiro che dal 1139 consentiva l’accesso alla chiesa. 

Nicolaus, suo artefice, lo pensò a due ordini sovrapposti, in marmi bianchi e rosati nella parte inferiore,  dove colonne tortili su leoni stilofori sostengono l’arco, e in tufo nell’edicola superiore. La lunetta sopra il portone centrale, custodito dai simulacri di Orlando e Oliviero, paladini di Carlo Magno, è interamente popolata dalle figure dei Re Magi e dei pastori cui viene dato il sorprendente Annuncio. Nicolaus, a sua volta, era subentrato all’architetto e scultore Pelegrinus, cui si deve il progetto primigenio dell’edificio. Sul fianco sud il suo protiro è ricco di elementi simbolici che alludono al Battesimo e all’Eucarestia. 

Gotiche arcate a sesto acuto su pilastri polilobati suddividono lo spazio interno in tre navate ricoperte da volte a crociera, sulle quali si affacciano diverse cappelle. Di queste, a partire dagli anni Trenta del Cinquecento, quella maggiore fu trasformata dall’intervento architettonico del Sanmicheli che la dotò di un monumentale altare e di un tornacoro. Il suo alto basamento, le colonne ioniche e la trabeazione, rigorosamente in marmi pregiati, creano suggestivi effetti chiaroscurali esaltati dalla decorazione pittorica affidata ad un discepolo di Raffaello, Giulio Romano. Sui suoi disegni preparatori Francesco Torbido realizzò l’imponente ciclo con l’Annunciazione nell’ arco trionfale e le scene dell’Assunzione e dell’Incoronazione della Vergine nella cupola e nel catino absidale. Gli apostoli assistono ai miracolosi eventi sporgendosi teatralmente e impetuosamente, con ritratti quasi grotteschi, dalla sottostante illusionistica balaustra.

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