L’invito di Papa Francesco per una giornata di preghiere e di digiuno (sabato 7 settembre) per ottenere da Dio la pace in Siria, ha avuto risposte corali e positive. Una vera e propria mobilitazione di diocesi, parrocchie, istituti religiosi, associazioni, movimenti non solo ecclesiali ma anche laici. Il nostro ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha dichiarato che non si unirà alla preghiera del Papa “in quanto laica”, ma “è probabile” che si unirà al digiuno. E questo avviene non solo nella nostra Italia, ma un po’ in tutto il mondo si registrano adesioni, anche nei paesi islamici, in India e Sri Lanka, in Indonesia e Giappone.

Papa Francesco, che viene “dalla fine del mondo”, ha detto che si fa “interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo,  dal cuore di ognuno dall’unica grande famiglia che è l’umanità  con angoscia crescente: è il grido della pace!”. E’ vero, nessun altro grande leader al mondo ha l’autorità morale e spirituale del Vescovo di Roma, per appellarsi al sentimento profondo dei popoli  e trovare poi rispondenza. Papa Francesco, che ha suscitato grandi simpatie per il suo modo di essere e di agire, si sta affermando come leader internazionale non solo per il miliardo e 200 milioni di cattolici o i due miliardi di cristiani, ma per tutti i popoli, tutti gli uomini.

Ne siamo felici e ringraziamo il Signore che guida i suoi passi, ma non basta. Nei suoi brevi commenti alla Parola di Dio che tiene ogni giorno alla S. Messa nel pensionato Santa Marta, Papa Francesco richiama sempre la responsabilità personale di tutti coloro che lo ascoltano, di noi che lo leggiamo. La parola del Papa (come quella del Vangelo naturalmente), è sempre provocatoria della nostra vita di credenti in Cristo. Se la fede non cambia la vita, la mia vita, rendendomi sempre più simile al Signore Gesù, non conta, non serve. Non basta la partecipazione emotiva alle tragedie dell’umanità, di chi si limita ad assistere alle guerre e ad altre calamità davanti allo schermo televisivo, con qualche sospiro di compassione e il segreto pensiero: meno male che questi disastri sono lontani da me, da casa mia!

 

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