altFrancesco Petrarca può essere considerato il primo intellettuale e letterato professionista che vive del suo lavoro. Al contempo, è anche corretto affermare che grazie alla sua attività di ricerca dei codices manoscritti nelle biblioteche europee dà avvio alla filologia moderna. L’obiettivo della disciplina è quello di risalire al testo più vicino all’autografo in presenza di tante tradizioni manoscritte, ma senza la presenza del testo originale scritto dall’autore. Assai diffusa nel mondo classico, decaduta, invece, in epoca medioevale, questa «nuova» disciplina viene applicata ai testi classici, ma più tardi anche ai testi latini e greci del Nuovo Testamento, con la «collazione» di Lorenzo Valla, scaturita nella pubblicazione delle Adnotationes (1449). Nel contempo, la scoperta di testi dell’antichità latina, prima di allora sconosciuti, si accompagna alla presenza dei primi maestri di greco in Italia che permette lo studio di una disciplina per molti secoli sconosciuta in Occidente. Poi, nel 1453, la fine dell’Impero romano d’Oriente farà confluire nella Penisola tanti letterati greci e intere biblioteche che, altrimenti, sarebbero probabilmente andate distrutte dalla conquista turca. Sull’esempio del venerato maestro Petrarca, anche il poeta fiorentino Giovanni Boccaccio (1313-1375) scoprirà l’amore per la scrittura in lingua latina oltre che per la cultura e la lingua greca.

 

 

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