Perché il Paradiso è davvero bello e merita di essere apprezzato?

Perché il bene è più attraente del male, i santi sono più affascinanti dei cattivi.

Questa consapevolezza attraversava il Medioevo cristiano tanto è vero che in quell’epoca uno dei generi più diffusi e amati era quello agiografico che raccontava le vicende di piccoli o di grandi uomini presi e cambiati dall’amore di Gesù.

I grandi personaggi non si trovano solo all’Inferno, ma anche in Paradiso, ove potremo incontrare grandissime figure, che hanno segnato la storia dell’Occidente e della cristianità: san Francesco, san Domenico, san Benedetto, san Bernardo, san Tommaso, san Bonaventura da Bagnoregio, san Pietro, san Giacomo, san Giovanni, tutti personaggi non lasciati nella vaghezza della dimensione eterea e indistinta, ma caratterizzati nella loro specificità e storicità terrena.

Perché Dante si cimenta nel tentativo di creare una nuova lingua che permette di esprimere l’inesprimibile. Il poeta deve coniare molti hapax legomena (parole di cui è documentato un solo caso nella tradizione letteraria), perché il lessico esistente è insufficiente a raccontare e a descrivere.

Non sono sufficienti le parole per documentare un’esperienza che non è di questa Terra. Per la stessa ragione Dante si avvale dell’explanatio per argumenta exemplorum (spiegazione attraverso gli esempi), espediente tipico della mistica.

Perché il Paradiso è il luogo in cui il desiderio di felicità e di salvezza di ogni uomo si compie, i drammi e i problemi appaiono nella luce definitiva di Dio, che è amore e verità insieme.

Tutto in definitiva si ricompone e si risana. Nulla andrà perduto, tutto sarà redento. Il grido cosmico della sofferenza innocente, che così tanto ferisce e scandalizza l’uomo, finalmente verrà placato nell’abbraccio amorevole di un Padre che ci ha voluto salvi e, nel contempo, liberi.

Libertà e salvezza, che appaiono troppo spesso in contraddizione, troveranno in Paradiso il loro compimento.

Nel Paradiso non mancherà certo l’avventura. Anche in quel terzo regno Dante incontrerà difficoltà, conoscerà storie belle e drammatiche, dovrà addirittura superare tre prove che costituiscono un vero e proprio esame di baccalaureato.

Solo a quel punto il poeta potrà procedere nel viaggio fino a giungere alla visione dei cori angelici, dell’Empireo, della Candida Rosa e, infine, di Dio, ma non senza alcune difficoltà e l’intervento di mediatori celesti.

(dal VI capitolo di PARADISO. IN VIAGGIO CON DANTE VERSO LE STELLE, ediz. Sugarco)

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