altNell’opera teatrale di Paul Claudel L’annuncio a Maria il sacrificio della croce è rappresentato con una tale forza attraverso la vivacità dei protagonisti che sembra quasi disturbare la coscienza, il perbenismo, il moralismo e il razionalismo che pervadono l’uomo benpensante di oggi. Noi tendiamo spesso, infatti, a misurare anche l’amore immaginandoci la forma che esso debba assumere.

Ambientato vicino al monastero di Montevergine verso la fine del Medioevo, il dramma risplende della luce da cui sono illuminati i tre personaggi principali: Anna Vercors, Pietro di Craon e Violaine.

Anna Vercors è sposato con Elisabetta, è padre di due giovani donne, Mara e Violaine, e ha dedicato tutta la vita al lavoro dei campi, ha faticato e guadagnato, cosciente del debito di gratitudine verso il Signore che fa tutte le cose: così, riserva le decime per mantenere il convento vicino. Proprio per la percezione di questa sovrabbondanza di grazia che ha investito la sua vita, decide di partire per la Terrasanta per pregare sopra il Santo Sepolcro per l’unità del suo popolo e dei cristiani, offrendo così le sue azioni per la totalità, per il bene di tutti. Affida la sua vita al Mistero, ben cosciente che potrebbe non ritornare più dal pellegrinaggio. Si congeda dalla moglie con tali parole:

  

Tale è stato il male del mondo: che ciascuno ha voluto godersi i propri beni, come se per lui solo fossero stati creati, e non come se da Dio li avesse avuti in consegna. Il signore, il suo feudo, il padre, i suoi figlioli, il Re, il suo Regno e l’uomo di lettere, la sua dignità.

 

 

Commenta questo Articolo