Il Paradiso è una cantica bellissima che conduce Dante nel luogo in cui il desiderio di felicità e di salvezza di ogni uomo si compie, i drammi e i problemi appaiono nella luce definitiva di Dio, che è amore e verità insieme. Tutto in definitiva si ricompone e si risana. Nulla andrà perduto, tutto sarà redento. Il grido cosmico della sofferenza innocente, che così tanto ferisce e scandalizza l’uomo, finalmente verrà placato nell’abbraccio amorevole di un Padre che ci ha voluto salvi e, nel contempo, liberi.

Dante si cimenta nel tentativo di creare una nuova lingua che permetta di esprimere l’inesprimibile. In un testo agevole e sciolto Fighera si inoltra in questo nuovo linguaggio senza perdere la sfida di continuare il viaggio esistenziale intrapreso nelle cantiche precedenti.

L’autore non si sofferma solo sui canti più famosi, ma intende raccontare l’intero viaggio, dall’Eden alla salita attraverso i nove Cieli fino all’Empireo e, infine, alla visione di Dio. Il motivo conduttore che accompagna il lettore è il sorriso di Dio, sempre presente in ogni verso, trasmesso anche attraverso la letizia dei santi e il loro ardore caritatevole. Il Paradiso non è solo importanti questioni teologali, ma anche la possibilità di incontrare grandi personaggi, affascinanti e per nulla inferiori a quelli tragici dell’Inferno, figure che hanno segnato la storia dell’Occidente e della cristianità: a titolo di esempio, San Francesco, san Domenico, san Benedetto, san Bernardo, san Tommaso, san Bonaventura da Bagnoregio, san Pietro, san Giacomo, san Giovanni, personaggi non lasciati nella vaghezza della dimensione eterea e indistinta, ma caratterizzati nella loro specificità e storicità terrena.

Nel Paradiso non manca certo l’avventura. Anche nel terzo regno Dante incontra difficoltà, conosce storie belle e drammatiche, deve addirittura superare tre prove che costituiscono un vero e proprio esame di baccalaureato. Solo così il poeta potrà procedere nel viaggio fino a giungere alla visione dei cori angelici, dell’Empireo, della Candida Rosa e, infine, di Dio, ma non senza difficoltà e grazie all’intervento di mediatori celesti.

Nella vita quotidiana l’avventura del viaggio dantesco in Paradiso introduce una speranza nuova e insegnamenti sempre vivi.

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