OmeroLa dimensione escatologica delle grandi opere letterarie ci dimostra una cosa: l’aldilà è una dimensione necessaria. Infatti torna sempre, a partire dai grandi poemi omerici: l’Iliade e l’Odissea. Inizia una nuova serie a tema letterario.

 

 

Per lo storico francese Jean Delumeau (1923) «la storia dell’Occidente moderno non è che la storia della graduale uscita dell’uomo dall’incubo della dannazione; non è che un tentativo violento di liberarsi dalle ipotesi “Inferno”, “diavolo”». Anche il filosofo contemporaneo Bertrand Russell (1872-1970) considera non credibile il cristianesimo perché promette non solo premi eterni, ma anche la dannazione eterna, ipotesi davvero «imperdonabile».

Nell’epoca contemporanea, anche i più attenti studiosi della Commedia, che prestano tanta attenzione agli aspetti filologici del testo o ai significati allegorici dei versi, raramente riflettono sulla dimensione escatologica dell’opera e sul messaggio relativo allo status animarum post mortem, ovvero alla condizione delle anime dopo la morte. Oggi l’Inferno viene letto come potente rappresentazione fantastica, di rado come profezia e severo ammonimento dell’esito drammatico che può conseguire la libertà umana. Parlare di Oltremondo appare sempre più da visionari o da pazzi in una società come la nostra che, oltre ad eliminare e ad esorcizzare la paura della morte, ha cercato di estirpare la percezione del peccato e della dannazione.

Eppure, anche le più antiche civiltà credevano nell’immortalità dell’anima e avevano una loro visione dell’Oltremondo. La concezione dell’aldilà e la questione del destino sono un aspetto determinante nella storia di un popolo e di una persona, riguardano tutta la vita, coinvolgono tutto l’essere nell’azione e nell’operato quotidiano. Lungi dall’essere fattore secondario della vita, la prospettiva del destino incide profondamente sulla percezione del presente, anche se sono, in realtà, solo un fatto e un’esperienza presenti che permettono la nostra percezione del futuro, del destino e dell’aldilà ed è il nostro cuore a presentire che siamo fatti per l’eternità.

Qual era la visione dell’aldilà nell’antichità? Quali opere, quali documenti ci attestano la prospettiva escatologica che avevano gli antichi?

 

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