Maturità 2014. Betocchi: "ciò che occorre è un uomo". PDF Stampa E-mail

altLa vita

Bisogna ripercorrere almeno le linee salienti della vita di questo poeta che è stato ingiustamente dimenticato, pressoché assente da tutte le antologie scolastiche, pur essendo, a nostro avviso, uno dei grandi del Novecento. Nato a Torino nel 1899, Carlo Betocchi intraprende quel percorso di studi così inconsueto per un letterato, eppure così abituale per i poeti del Novecento, che è caratterizzato da un’impostazione tecnica e professionale. Infatti, trasferitosi a Firenze e perso il padre a soli dodici anni, si diploma geometra. Appartiene alla generazione del ’99, quella che parte per la guerra a soli diciotto anni. Molti vengono chiamati alle armi nel 1917 e, dopo essere stati frettolosamente istruiti, sono inviati a combattere. Non si sa quanti perdono la vita tra le centinaia di migliaia di ragazzi che partono. Ufficiale al fronte, Carlo Betocchi appartiene al novero di quanti fanno ritorno dalla guerra. Solo dopo il 1928 è di nuovo a Firenze, città in cui vive il decennio per eccellenza dell’Ermetismo fiorentino e attraversa l’esperienza della rivista cattolica «Il Frontespizio», che dal 1929 al 1940 cercherà di recuperare una visione religiosa della letteratura, contrapponendosi all’ondata culturale dominante del decennio. La prima raccolta Realtà vince il sogno (1932) è seguita nell’ordine da Altre poesie (1939), Notizie di prosa e poesia (1947), Un ponte sulla pianura (1953), Poesie (1955), L'estate di San Martino (1961), Un passo, un altro passo (1967), Prime e ultimissime (1974), Poesie del sabato (1980). Betocchi morirà a Bordighera nel 1985.

 

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La vita

Bisogna ripercorrere almeno le linee salienti della vita di questo poeta che è stato ingiustamente dimenticato, pressoché assente da tutte le antologie scolastiche, pur essendo, a nostro avviso, uno dei grandi del Novecento. Nato a Torino nel 1899, Carlo Betocchi intraprende quel percorso di studi così inconsueto per un letterato, eppure così abituale per i poeti del Novecento, che è caratterizzato da un’impostazione tecnica e professionale. Infatti, trasferitosi a Firenze e perso il padre a soli dodici anni, si diploma geometra. Appartiene alla generazione del ’99, quella che parte per la guerra a soli diciotto anni. Molti vengono chiamati alle armi nel 1917 e, dopo essere stati frettolosamente istruiti, sono inviati a combattere. Non si sa quanti perdono la vita tra le centinaia di migliaia di ragazzi che partono. Ufficiale al fronte, Carlo Betocchi appartiene al novero di quanti fanno ritorno dalla guerra. Solo dopo il 1928 è di nuovo a Firenze, città in cui vive il decennio per eccellenza dell’Ermetismo fiorentino e attraversa l’esperienza della rivista cattolica «Il Frontespizio», che dal 1929 al 1940 cercherà di recuperare una visione religiosa della letteratura, contrapponendosi all’ondata culturale dominante del decennio. La prima raccolta Realtà vince il sogno (1932) è seguita nell’ordine da Altre poesie (1939), Notizie di prosa e poesia (1947), Un ponte sulla pianura (1953), Poesie (1955), L'estate di San Martino (1961), Un passo, un altro passo (1967), Prime e ultimissime (1974), Poesie del sabato (1980). Betocchi morirà a Bordighera nel 1985.

 

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Buzzati. È davvero giunta la grande occasione, la definitiva battaglia che può pagare tutta la vita PDF Stampa E-mail

altNativo di Belluno, Dino Buzzati (1906-1972) è giornalista, romanziere (Bàrnabo delle montagne, Il deserto dei Tartari, Un amore), novelliere (celebri le raccolte I sette messaggeri, La boutique del mistero, Sessanta racconti). La sua vasta produzione è una chiara testimonianza di quell’attesa insaziabile che è inestirpabile caratteristica dell’umano. Un grande artista sa interpretare la propria epoca e sa capirla, perché comprende meglio di altri le chiavi di accesso alla cultura  coeva. Così, la fortezza Bastiani de Il deserto dei Tartari è divenuta una delle immagini che descrivono meglio la condizione esistenziale dell’uomo del Novecento. L’immagine è, forse, meno nota, ma non certo meno significativa, delle rappresentazioni di altri artisti contemporanei, come la ragnatela o il carcere della forma (Pirandello), l’involucro ingombrante e ripugnante dello scarafaggio (Kafka), l’urlo che si propaga senza essere udito da nessuno (Munch).

 

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Alberto Moravia. Le false profezie di un intellettuale triste PDF Stampa E-mail

altLa figura

Alberto Moravia (1907-1990), Pincherle all’anagrafe, è autore di una sterminata produzione di romanzi (ricordiamo qui fra i tanti Gli indifferenti, Agostino, La ciociara, La noia) e di racconti (Racconti romani, Nuovi racconti romani). Nel Secondo dopoguerra Moravia rappresenta per tanti decenni, fino alla morte, un esempio illustre e celebrato di intellettuale engagé che riveste il ruolo di maȋtre á penser. Indubbiamente, nel clima culturale italiano incide profondamente la diffusione del pensiero di Gramsci (con la pubblicazione dei Quaderni dal carcere) e  del filosofo francese J. P. Sartre che scrive in «Tempi moderni»: «Noi non vogliamo aver vergogna di scrivere e non abbiamo voglia di parlare per non dire niente. […] Per noi […] lo scrittore […] è dentro qualsiasi cosa faccia, segnato, compromesso». Proprio sulla scia dell’engagement dell’intellettuale, che diventa caratteristica di una lunga teoria di scrittori nella seconda metà del Novecento, Moravia interverrà con i suoi giudizi nei più vari campi. La sua influenza e la sua fama scemeranno assai rapidamente dopo la morte.

 

 

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Maturità 2014, preparala con noi. Come scrivere un articolo? PDF Stampa E-mail

altTIPOLOGIA B. ARTICOLO DI GIORNALE O SAGGIO BREVE

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti. Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi. Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato. Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.

 

AMBITO ARTISTICO-LETTERARIO. La funzione e il valore della memoria

Documenti.

  • a) «Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. Ricordare una cosa significa vederla – ora soltanto – per la prima volta» (Pavese, Il mestiere di vivere).
  • b) Dante ha scritto la Commedia per «condurre gli uomini, finché sono in vita, dalla condizione di infelicità dovuta al peccato allo stato di felicità» (Epistola XIII indirizzata assieme alla terza cantica a Cangrande della Scala).
  • c) «Il bisogno di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi, aveva assunto fra noi, prima della liberazione e dopo, il carattere di un impulso immediato e violento, tanto da rivaleggiare con gli altri bisogni elementari: il libro è stato scritto per soddisfare a questo bisogno; in primo luogo a scopo di liberazione interiore. Di qui il suo carattere frammentario: i capitoli sono stati scritti non in successione logica, ma per ordine di urgenza […]. Mi pare superfluo aggiungere che nessuno dei fatti è inventato» (Primo Levi, prefazione a Se questo è un uomo).

d) «Se mi avanzano dieci minuti tra la sveglia e il lavoro, voglio dedicarli ad altro, a chiudermi in me stesso, a tirare le somme, o magari a guardare il cielo e a pensare che lo vedo forse per l’ultima volta; o anche solo a lasciarmi vivere, a concedermi il lusso di un minuscolo ozio». Levi si ribella: «Il lager è una grande macchina per ridurci a bestie, noi bestie non dobbiamo diventare […]. Siamo schiavi, privi di ogni diritto, esposti ad ogni offesa, ma […] una facoltà ci è rimasta, e dobbiamo difenderla con ogni vigore perché è l’ultima: la facoltà di negare il nostro assenso» (Primo Levi, Se questo è un uomo)

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ANGELO GATTI. «Con Dio il mondo è un mistero, senza Dio un assurdo». PDF Stampa E-mail

altLa vita

Angelo Gatti (1875-1948) fu ufficiale di Stato maggiore sotto il comando del generale Cadorna, che affidò a lui, che era dotato di un notevole talento di scrittura, l’incarico di raccontare le vicende storiche e militari. Fu così che Gatti ci lasciò il diario di guerra di Caporetto (maggio-dicembre 1917) che venne pubblicato per la prima volta solo nel 1964. «Il minuzioso resoconto di Angelo Gatti sugli eventi del 1917 si presentò pertanto come una preziosa offerta documentaria, atta ad agevolare, per la credibilità del suo autore e per la ricchezza delle notizie, le ricerche sulle cause e sugli sviluppi della sconfitta di Caporetto. […] Le pagine di Gatti rivelavano con particolari inediti episodi di fucilazioni sommarie […] confermando con elementi di prima mano il giudizio già espresso da una parte della storiografia circa lo sproporzionato sacrificio di sangue rispetto agli obiettivi perseguiti e circa il grave malcontento dei soldati» (Alberto Monticone).

Una volta finita la guerra, Gatti si sposò con Emilia Castoldi, lasciò l’esercito e si dedicò alla letteratura, seguendo una collana di diari e di resoconti di guerra per la casa editrice Mondadori. Nel 1927 il felice matrimonio fu, però, segnato dalla morte della moglie. Lo scrittore convogliò i suoi interessi sulla narrativa e nacquero, tra le altre opere, Ilia e Alberto (1939), Il mercante di sole (1942), L’ombra della terra (1945).

 

 

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Mario Luzi: «Il senso è in questa strada stessa. Non cercare lontano quello che è vicino" PDF Stampa E-mail

altUn poeta che attraversa tutto Il Novecento

Paolo Andrea Mettel che ha curato l’ultimo libro di Mario Luzi, Autoritratto, scrive: «Quando ci incontrammo il 17 febbraio 2005 a Gubbio, ammantata di neve, per la consegna della cittadinanza onoraria, con Luzi da pochi mesi senatore a vita, ad ammirare […] il paesaggio mosso delle bianche colline circostanti, accennammo solo alla sua introduzione ancora da scrivere, ma che comunque poteva arrivare con calma […]. L’introduzione non sarebbe più arrivata». Undici giorni dopo quell’incontro Luzi muore. È il 28 febbraio 2005. Scompare con lui il più grande poeta allora vivente in Italia, uno di quei poeti di cui molti si aspettavano la consacrazione internazionale con il premio Nobel, che mai sarebbe arrivato. Un poeta che attraversa tutto il Novecento, essendo nato nel 1914, all’epoca della avanguardie storiche e della destrutturazione del linguaggio poetico, e avendo conosciuto nella giovinezza il «ritorno all’ordine» avviato con gli Ossi di seppia di Montale e l’esperienza dell’Ermetismo fiorentino.

 

 

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Maturità 2014. Testori: «Non sbaglierà, nonostante gli errori, chi avrà voluto bene alla realtà" PDF Stampa E-mail

alt«Non sbaglierà, nonostante tutti gli errori, chi avrà voluto bene alla realtà, ossia alla creazione. Amando la realtà, ci sei dentro, ci vivi già dentro e abbracci il tuo tema, la vita, senza bisogno di astrazioni. Basta amare la realtà, sempre, in tutti i modi, anche nel modo precipitoso e approssimativo che è stato il mio. Ma amarla. Per il resto non ci sono precetti».

 

 

La vita

 

Poeta, drammaturgo, romanziere e pittore milanese, Giovanni Testori (1923-1993) è un autore scomodo, spesso escluso dalle antologie scolastiche sul Novecento. È giunto il momento di allargare quei ristretti canoni letterari che, talvolta, chiudono il secolo scorso con lo studio di Calvino e di Gadda, tralasciando, guarda caso, proprio grandi autori cattolici.

La sua produzione è sterminata e indice di grande versatilità nei diversi generi letterari, dal romanzo Il ponte della Ghisolfa (da cui Visconti ricava il film Rocco e i suoi fratelli) al ciclo di romanzi I segreti di Milano (ispirato ai cicli ottocenteschi francesi), dalle raccolte di poesie (L’amore e Per sempre) ai drammi teatrali che comprendono, ad esempio, rivisitazioni di Shakespeare (Ambleto, Macbetto) e la trilogia che consacra la conversione cattolica di Testori: Conversazione con la morte (scritta nel 1978 in seguito alla morte della madre), Interrogatorio a Maria (1979) e Factum est (1981).

 

 

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Maturità 2014. Italo Calvino e quella giornata al Cottolengo: «L’umano arriva dove arriva l’amore» PDF Stampa E-mail
altMaturità 2014. Prosegue il viaggio di tempi.it in preparazione dell’Esame di Stato. Dopo Giovanni Pascoli, Gabriele D’AnnunzioLuigi Pirandello, Italo SvevoGiuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Umberto Saba e Salvatore Quasimodo, oggi parliamo di Italo Calvino.

 

La vita

Nato a Cuba nel 1923, Italo Calvino partecipa alla resistenza partigiana, di cui tracce si vedono nelle prime opere. Poi, nel Secondo dopoguerra, si laurea in Lettere. Inizia la sua fervente attività di romanziere e di collaboratore con quotidiani e riviste. Negli anni in cui va di moda l’intellettuale engagé, specialmente di sinistra, sia in Europa (si pensi a Camus o a Sartre) che in Italia (basti citare Moravia), anche Calvino è iscritto al partito comunista. In seguito ai gravi fatti di Budapest (1956) il 7 agosto 1957 Calvino si dimette dal PCI scrivendo: «Cari compagni devo comunicarvi la mia decisione ponderata e dolorosa di dimettermi dal partito […]. Credo che nel momento presente quel particolare tipo di partecipazione alla vita democratica che può dare uno scrittore e un uomo d’opinione non direttamente impegnato nell’attività politica sia più efficace fuori dal Partito che dentro». Si sposa nel 1964 all’Avana nel 1964. La sua notorietà di scrittore si afferma a livello internazionale. I suoi interessi sono eterogenei e denotano sensibilità per problematiche scientifiche e politiche. Tiene conferenze e continua a scrivere. Dal 1967 al 1980 vive a Parigi. Poi, tornato in Italia, colto da un ictus, muore nel 1985.

 

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Maturità 2014. Clemente Rebora, il poeta sacerdote che bruciava per la verità PDF Stampa E-mail

altQual è il fondamento della speranza, quando tutte le illusioni sono crollate? Gesù, «l’Amore che dona l’Amore». Alla riscoperta di un grande autore bistrattato dalla critica per la sua conversione

La vita e la figura

 Sottolineiamo subito una particolarità della figura di Clemente Rèbora (1885-1957) che è, oltre che poeta, sacerdote. Se nel Medioevo la maggior parte degli scrittori e degli uomini colti sono uomini di chiesa tanto che «chierico» è sinonimo di «letterato», ad un certo punto si assiste ad un graduale affrancamento dell’uomo di lettere dalla chiesa. Nel panorama letterario degli ultimi secoli, per intenderci, famoso poeta ordinato sacerdote è Giuseppe Parini. Degli altri raramente viene ricordato il nome. Rèbora, invece, è stato, a detta di Gianfranco Contini, una «tra le personalità più importanti dell’espressionismo europeo» per il «vocabolario […] pungente, il […] registro d’immagini e metafore arditissimo».

 

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Un grande romanziere dimenticato del Novecento: Tozzi PDF Stampa E-mail

altLa vita

Senese di nascita, Federico Tozzi (1883-1920) proviene da una famiglia problematica: la madre è ammalata di epilessia, mentre il padre, grande e corpulento, è manesco. Solo quando questi morirà, nel 1908 Federico sposerà Emma. Gli studi di Tozzi sono irregolari. Dopo aver provato con insuccesso ad inserirsi nella professione giornalistica, all’età di ventisette anni inizia a pubblicare opere in versi e in prosa. Ma i suoi romanzi principali escono tra il 1919 e il 1921: Ricordi di un impiegato, Con gli occhi chiusi, Tre croci, Il podere. Colpito da febbre spagnola, Tozzi spirerà nel 1920.

 

I romanzi

Di fede anarchica Tozzi si convertirà poi al cattolicesimo. Determinante sarà l’incontro con lo scrittore Domenico Giuliotti (1877-1957) con il quale fonderà la rivista cattolica La torre, così come altrettanto centrale nel suo percorso di fede sarà la scoperta delle operedei due santi più noti di Siena, santa Caterina e san Bernardino. Eppure le antologie scolastiche spesso trascurano o travisano il carattere religioso della sua opera. Leggiamo ad esempio in un importante e lodevole testo scolastico: «Tozzi fu dichiaratamente cattolico, […] ma Dio è sostanzialmente assente dalla sua opera o si manifesta esclusivamente come un Dio Padre ostile e terribile, come tutte le figure paterne, che punisce i suoi figli per debolezze e colpe che rimangono oscure e coincidono con la loro stessa inettitudine alla vita» (H. Grosser).

 

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Maturità 2014, preparala con noi - Gabriele D’Annunzio, specchio fastidioso del nostro tempo PDF Stampa E-mail
altSi celebravano nel 2013 i centocinquanta anni dalla nascita di Gabriele d’Annunzio (1863-1938), un autore che è emblema del suo tempo e della Belle Époque e, nel contempo, corifeo di quell’esasperata ricerca edonistica che è propria dell’uomo contemporaneo. Forse per questo oggi non piace, perché è uno specchio in cui l’uomo di oggi rischia di riconoscersi. Forse per lo stesso motivo oggi è trascurato nelle scuole. Non è mai stato proposto un suo testo per la tipologia A dell’Esame di Stato. Ungaretti, Montale, Saba sono stati proposti per l’analisi di testo due, perfino tre volte in quindici anni, Primo Levi, Quasimodo, Pavese e altri una volta, d’Annunzio mai. Perché Saba sì, d’Annunzio no? Non certo ragioni artistiche possono motivare questa illustre esclusione, casomai motivazioni moralistiche o ideologiche. Per caso, il peso di Saba nella nostra storia letteraria e della cultura può essere paragonato a quello di d’Annunzio?

 

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Maturità 2014. Tomasi di Lampedusa e Il Gattopardo, o dell’innato desiderio di eternità PDF Stampa E-mail
Maturità 2014. Prosegue il viaggio di tempi.it in preparazione dell’Esame di Stato. Dopo Giovanni Pascoli, Gabriele D’AnnunzioLuigi Pirandello, Italo SvevoGiuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Umberto Saba, Salvatore Quasimodo e Italo Calvino oggi parliamo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Un caso letterario

Un vero e proprio caso letterario è quello di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957) e del suo romanzo, Il Gattopardo, da taluni ritenuto addirittura il più bel romanzo scritto nel Novecento. Un caso letterario per molteplici ragioni.

Se fu animato da una viva passione letteraria fin da giovane, solo nel 1954 l’autore si dedicò nottetempo alla scrittura, spronatovi dalla partecipazione ad un convegno letterario che si tenne in quell’anno a San Pellegrino Terme. Alla fine del medesimo anno e fino alla morte lavorò al suo capolavoro, probabilmente non terminato (forse doveva essere integrato con uno o due capitoli), quasi certamente non sottoposto ad una revisione definitiva.

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Maturità 2014. CESARE PAVESE. «Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? E allora perché attendiamo?» PDF Stampa E-mail
altMaturità 2014. Prosegue il viaggio di tempi.it in preparazione dell’Esame di Stato. Dopo Giovanni Pascoli, Gabriele D’AnnunzioLuigi Pirandello, Italo SvevoGiuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Umberto Saba, Salvatore Quasimodo, Italo Calvino e Giuseppe Tomasi di Lampedusa oggi parliamo di Cesare Pavese.

 

La vita

 

Nato a Santo Stefano Belbo nelle Langhe nel 1908, Cesare Pavese studia Lettere all’Università di Torino ove ha come maestro Augusto Monti e stringe amicizie che saranno poi determinanti nella sua formazione e nell’attività editoriale e letteraria successiva. Un suo amico Giulio Einaudi fonda l’omonima casa editrice di cui Pavese diventerà prima collaboratore e successivamente anche direttore e con cui pubblicherà tutti i suoi romanzi. La sua vocazione alla scrittura è viva e feconda fin da giovane, già dai tempi universitari e da quando, una volta laureato, si dedica anche all’insegnamento. Nel 1935 viene confinato per un anno a Brancaleone calabro, accusato di collaborare con gli antifascisti. Ritornato a Torino, scopre che Tina Pizzardo, la «donna dalla voce rauca» di cui è innamorato, si è sposata con un altro uomo. Grande è la delusione. La sua produzione si converte sempre più dalla poesia alla prosa, in un’attività instancabile che lo porta al più grande riconoscimento italiano, il conseguimento del Premio Strega (1950) con La bella estate, scritta nel 1949. Il 1950 è anche l’anno del suo più noto romanzo, La luna e i falò. Il 27 agosto 1950 Pavese si suicida in una camera d’albergo a Torino.

 

 

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Maturità 2014. Carlo Emilio Gadda, «il maggiore scrittore italiano di pieno Novecento» PDF Stampa E-mail
Maturità 2014. Prosegue il viaggio di tempi.it in preparazione dell’Esame di Stato. Dopo Giovanni Pascoli, Gabriele D’AnnunzioLuigi Pirandello, Italo SvevoGiuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Umberto Saba, Salvatore Quasimodo, Italo Calvino, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Cesare Pavese, oggi parliamo di Carlo Emilio Gadda, di cui ricorre l’anniversario della morte. Gadda è considerato da «il maggiore scrittore italiano di pieno Novecento» non è mai stata proposto un testo alla prima prova dell’esame di Stato.

 

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