maturità 2013Maturità 2013. Prosegue il viaggio di tempi.it in preparazione dell’Esame di Stato. Dopo Giovanni Pascoli, Gabriele D’AnnunzioLuigi Pirandello, Italo SvevoGiuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Umberto Saba, Salvatore Quasimodo e Italo Calvino oggi parliamo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

 

Un caso letterario

Un vero e proprio caso letterario è quello di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957) e del suo romanzo, Il Gattopardo, da taluni ritenuto addirittura il più bel romanzo scritto nel Novecento. Un caso letterario per molteplici ragioni.

Se fu animato da una viva passione letteraria fin da giovane, solo nel 1954 l’autore si dedicò nottetempo alla scrittura, spronatovi dalla partecipazione ad un convegno letterario che si tenne in quell’anno a San Pellegrino Terme. Alla fine del medesimo anno e fino alla morte lavorò al suo capolavoro, probabilmente non terminato (forse doveva essere integrato con uno o due capitoli), quasi certamente non sottoposto ad una revisione definitiva.

In secondo luogo, la Mondadori con la supervisione di Elio Vittorini scartò il romanzo considerandolo, in un certo senso, opera ottocentesca, poco adatta al nuovo pubblico di lettori. Fu lo stesso Vittorini a rispondere a Tomasi di Lampedusa: «Come recensione non c’è male, ma pubblicazione niente». La previsione era che il testo avrebbe ottenuto probabilmente un buon riscontro della critica, ma sarebbe stata un fiasco presso il pubblico, sulla scia dei romanzi veristi verghiani di fine Ottocento. Per la Feltrinelli, invece, si interessò al romanzo Giorgio Bassani che scese in Sicilia per incontrare Gioacchino Lanza Tomasi, parente dell’autore (nel frattempo deceduto), che gli consegnò il manoscritto del ’57 (in parte differente dal dattiloscritto del ’56).

Il romanzo Il Gattopardo veniva così pubblicato per conto della Feltrinelli nel 1958, vinceva il Premio Strega nel 1959 e diventava il primo best seller italiano (oltre centomila copie vendute). Un romanzo considerato ottocentesco per l’argomento, decadente per i toni e per il dilagante senso di crisi che pervade la storia otteneva il consenso di un pubblico di lettori che nel decennio precedente aveva apprezzato opere di stampo neorealista. In pratica, con questi anni si concludeva la stagione del Neorealismo letterario e cinematografico e si apriva un’epoca nuova, quella dei best seller. Con Il Gattopardo il successo delle vendite si coniugava ad un’alta qualità letteraria. Molti critici letterari, mossi da convinzioni ideologiche antitetiche a quelle che emergevano nel romanzo, tacciarono l’opera di essere conservatrice e reazionaria, e per questo non impegnata, grave macchia in quegli anni Sessanta in cui sarebbe iniziato il trionfo del tutto è politica, della letteratura del rifiuto e del rifiuto della letteratura.

 

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