altPrima di morire il 13 giugno 2012 Chiara Corbella ha voluto lasciare al figlio Francesco una lettera testamento per il suo primo compleanno. Vi leggiamo: «Lo scopo della nostra vita è amare ed essere sempre pronti ad imparare ad amare gli altri come solo Dio può insegnarti. […] Qualsiasi cosa farai avrà senso solo se la vedrai in funzione della vita eterna. Se starai amando veramente te ne accorgerai dal fatto che nulla ti appartiene veramente perché tutto è un dono. […] Ci siamo sposati senza niente mettendo però sempre Dio al primo posto e credendo all’amore che ci chiedeva questo grande passo. Non siamo mai rimasti delusi. […] Sappiamo che sei speciale e che hai una missione grande, il Signore ti ha voluto da sempre e ti mostrerà la strada da seguire se gli aprirai il cuore… Fidati, ne vale la pena!».

È ormai in libreria da alcuni mesi il primo libro sulla storia di Chiara Corbella Petrillo, edita da Porziuncola. A scriverla sono due cari amici di Chiara e del marito Enrico, Simone e Cristiana, loro compagni nel cammino religioso nella salute prima e nella malattia poi. Enrico ha voluto che fossero loro a scrivere il libro, perché i più indicati: entrambi carissimi amici, Simone esperto in editoria, Cristiana confidente segreta del cuore di Chiara.

Il titolo Siamo nati e non moriremo mai più riprende la frase riportata sull’immagine di Chiara, una frase che lei non ha mai pronunciato. Enrico l’ha sentita a quindici anni da un responsabile della Comunità Gesù risorto, malato terminale. Da allora l’ha conservata nel cuore. Simone e Cristiana riproducono questa frase su una maglietta insieme ad un girasole il 12 giugno 2012, il giorno prima della salita al Cielo di Chiara. Con la stessa frase si conclude il racconto che i due amici scrivono su richiesta di Chiara per spiegare al piccolo Francesco la storia della madre e dei fratelli.

 

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