Risultati immagini per voltaire candidoUmanisti e artisti, principi e cortigiani, filosofi e condottieri di ventura sono in un certo senso i modelli di uomini ideali del Rinascimento. A loro saranno dedicati tanti trattati e tante biografie, che sostituiscono le agiografie medioevali.

A corte vivono spesso gli artisti dell’epoca che trovano nel signore la figura del mecenate che dà loro ospitalità e che commissiona le opere. A corte vivono i cortigiani, istruiti e à la page, capaci di dare accoglienza e di parlare, a conoscenza di tutte le norme del galateo, dotati di misura, di grazia e di moderazione. Interessante è notare che proprio nel Cinquecento vengono scritti trattati come il Galateo di Giovanni della Casa (1503-1556) e il Cortegiano di Baldassarre Castiglione (1478-1529) che esaltano le buone maniere, la facondia e l’eleganza nel portamento. Nel governo della città collaborano spesso in maniera attiva gli umanisti, dotati di cultura e di perizia retorica. Si pensi, a titolo di esempio, alle figure di Leonardo Bruni, di Coluccio Salutati e di Poggio Bracciolini che saranno attivi nella politica fiorentina.

Nel Principe (1513) Machiavelli anticipa la separazione degli ambiti, tra la politica e la morale, tra gli ambiti specialistici e quelli che afferiscono alla sfera della dimensione esistenziale e religiosa. Il criterio di valutazione all’interno dell’ambito politico appare il mantenimento e il rafforzamento dello Stato. In quella prospettiva tutto è concesso. Machiavelli dedica il trattato a Lorenzo de Medici, nipote del grande Lorenzo il Magnifico e nuovo signore di Firenze. Il  principe della corte o signore della città è una delle figure ideali dell’epoca. Gli specula principis avevano fino ad allora rappresentato la figura perfetta e ideale del principe. Il politico fiorentino per la prima volta istruisce il signore con consigli che potrebbero gettare discredito su di lui, perché si ispirano alla verità effettuale e al criterio della ragione di Stato.

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