Il mondo non Lo conosce, ma Lui è in mezzo a noi con la sua Presenza e opera il cambiamento dei nostri cuori e dei nostri volti. A scuola si sta preparando l’Accademia di Natale. Assisto alle prove. Ogni classe del Liceo deve preparare una rappresentazione che metta a tema il messaggio del Natale. Una classe rappresenta una famiglia in cui non si crede più alla magia di Babbo Natale e dei regali. Allora chiedo ai ragazzi quale sia il messaggio della festa. Mi arrivano tante risposte: la bellezza di trovarsi insieme, i regali che vengono fatti, la famiglia riunita attorno ad una tavola. Qualcuno mi chiede se vada bene il messaggio comunicato. Allora replico: «Perché dovete ricorrere a metafore o a riduzioni? È così semplice raccontare la buona notizia, quella di un Dio che si è fatto bambino per condividere la condizione umana, si è fatto dono e compagnia. Lui è il dono più grande del Natale». Un dono, poi, che si comprende meglio nel mistero della croce e della resurrezione.

 

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