Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera

Vincitore di 3 European film Awards

Vincitore David di Donatello 2007

 

Regia: Florian Henckel Vol Donnersmarck

Anno: 2007

Attori: Martina Gedeck, Ulrich Muhe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur

 

 

SPUNTI DI RIFLESSIONE

1. I sistemi totalitari idolatrano lo Stato o il partito, subordinando l’uomo al sistema, al potere, all’ideologia. Si può riflettere su una politica che si pone come fine l’uomo e la persona e una politica finalizzata alla creazione di un sistema, all’imposizione di un partito, di un sistema («Lo scrittore è l’ingegnere dell’anima» secondo Stalin; il Ministro del lavoro afferma: «Il divieto di lavoro non esiste da noi»; il regista Herska dice: «Io sono sepolto vivo… Che resta ad un regista di teatro che non può più lavorare?»). Nella DDR fino al 1989 (caduta del muro di Berlino) e al 1990 (unificazione della Germania) un esercito di centomila poliziotti (la Stasi) e di duecento mila collaboratori controllava la vita di tutti al servizio del partito comunista.

2.  Si può riflettere sulla diversità dei personaggi nell’opera. Alcuni sono del tutto assoggettati al sistema di potere, altri cercano di opporsi con forza e soccombono, altri hanno all’inizio un atteggiamento accondiscendente per poter lavorare e scrivere (un amico di Dreiman gli dice: «Prima o poi dovrai prendere posizione se sei un uomo. Vuoi fare l’idealista benpensante sol,o perché ti conviene») . Brilla la figura dell’agente HGW XX/7 che vive per un ideale (si muove per qualcosa in cui crede davvero), che nel tempo comprende inconsistente.  Molti uomini di partito nel film si muovono o per la carriera (un personaggio esclama: «Non occorre che ti dica quanto importanti siano queste informazioni per la tua carriera») o per altri interessi personali.

3. L’incontro con la bellezza e il cambiamento. L’agente incontra una diversità e una bellezza umane nella figura dell’artista Dreiman. Rimane colpito dalla poesia (porta via con sé il libro di poesie di B. Brecht), dalla musica, dalla profondità dell’amore (che distanza tra il suo modo di concepire il rapporto sessuale e il sentimento che lega il poeta all’attrice!). In questo incontro l’agente inizia a cambiare vedendo come l’artista vive in maniera diversa l’amore, l’arte, la musica. Allora esclama: «Come si fa ad essere cattivi dopo aver sentito una musica così bella?». Poi, quando incrocia in ascensore un bambino che parla male della Stasi, l’agente vorrebbe chiedere il nome di suo padre per denunciarlo, ma poi desiste. La vera bellezza porta al desiderio di cambiamento e di essere migliori, come quando ci innamoriamo davvero di una persona. Vogliamo essere all’altezza di questa persona e desidereremmo essere migliori di quello che effettivamente siamo. La vera bellezza è anche buona, vera. PULCHRUM (bello), VERUM (vero) E BONUM (buono) coincidono. Noi siamo stati fatti da Dio per la bellezza, per l’amore, per la felicità.  La bellezza darà sempre quello stupore, trasmetterà sempre l’entusiasmo e la speranza che ci permetteranno di ripartire.

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