L’ottavo cerchio da solo occupa un terzo dell’intera cantica, ma è anche il meno conosciuto. Qui troviamo fraudolenti, ipocriti, simoniaci, indovini, ladri. ma un trattamento durissimo è riservato ai seminatori di discordia, orrendamente sfigurati.

Ricapitoliamo in sintesi il settimo cerchio. Nel primo girone il Flegetonte con le sue acque iniettate di sangue accoglie i violenti contro il prossimo. I suicidi (secondo girone) sono trasformati in piante formando una selva ove corrono, inseguiti da cagne fameliche, gli scialacquatori delle proprie sostanze. In un sabbione incandescente, colpiti da una pioggia di fuoco, in parte giacciono supini, in parte corrono continuamente o siedono all’intorno quanti si sono macchiati di violenza verso Dio (o direttamente contro di Lui o contro natura o contro l’arte).
Si apre, in seguito, la parte più bassa, più sconosciuta dell’Inferno, quell’ottavo cerchio di Malebolge che da solo occupa per numero di canti un terzo dell’intera cantica. Dante vi giunge a volo sulla groppa di Gerione. Mostro triforme dalla faccia di uomo, dal corpo di serpente o drago e dalla coda di scorpione, sta a guardia del cerchio della frode. A chi lo incontra palesa l’innocenza del bambino, ma nasconde il pungiglione: proprio così l’inganno e la malizia possono agire indisturbati.
«D’ogne malizia, ch’odio in cielo acquista,/  ingiuria è ‘l fine, ed ogne fin cotale/  o con forza o con frode altrui contrista./  Ma perché frode è de l’uom proprio male,/  più spiace a Dio; e però stan di sotto/  li frodolenti, e più dolor li assale».
Così, nel canto XI dell’Inferno, viene distinto il cerchio dei violenti da quello dei fraudolenti, che sono considerati più colpevoli e, quindi, collocati più in basso nell’imbuto infernale. L’uomo può usare la frode nei confronti degli sconosciuti (cerchio VIII) o di chi si fida di lui (cerchio IX): «La frode, ond’ ogne coscïenza è morsa,/ può l’omo usare in colui che ‘n lui fida/ e in quel che fidanza non imborsa./ Questo modo di retro par ch’incida/ pur lo vinco d’amor che fa natura».

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