altNei mesi scorsi Carlos Granados, Direttore generale della Biblioteca de Autores Cristianos, ha intervistato Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede su temi di grande attualità, in vista del Sinodo sulla famiglia. L’intervista è stata pubblicata dapprima in Spagna e ora in Italia (La speranza della famiglia, Edizioni Ares).

Oggigiorno, i dati statistici riguardanti i matrimoni sono allarmanti. Il rapporto stabile e duraturo sembra sempre più un’utopia. La certezza di un legame nella buona e nella cattiva sorte è stata scardinata da una legislazione e da una cultura che congiurano contro l’istituzione del matrimonio e che cercano di annientare la consapevolezza del suo valore sacramentale. Destituito di questo, il matrimonio dura lo spazio di un sogno leggero. Siamo, invece, bombardati in mille modi (dai film ai romanzi, dalle riviste agli articoli giornalistici) da messaggi che inneggiano all’edonismo sfrenato e ad un becero carpe diem. Se apriamo una pagina di internet il termine amore è, spesso, sostituito dalle parole «sesso», «piacere» e «tradimento». Piuttosto che del rapporto matrimoniale si preferisce parlare di convivenze, di rapporti momentanei e fuggevoli. Insomma, oggi è trasgressivo usare la parola «matrimonio».

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