Desiderava che la figlia continuasse il mestiere di famiglia, il fiorista, e aveva anche comprato un negozio per lei che, però, voleva fare la pasticciera, arte che aveva appresa da alcune zie.

Sapientemente adattato alla professione di pasticceria, il negozio ha assunto un aspetto speciale in un angolino di città dove o ci vai apposta o ci capiti per caso. Un giorno, la dodicenne Marta ci capita per caso mentre è a passeggio con la nonna. Ed ecco la sorpresa inaudita: incontra una pasticceria senza pasticcini o meglio, come avvisa il cartello, che prepara «pasticcini su misura». La Signorina Euforbia suggerisce alle nuove arrivate, decisamente imbarazzate per la stranezza della situazione, dei pasticcini richiestissimi in questo momento dal nome: potrebbe-venirmi-una-buona-idea. Spazientita, la nonna esce dal negozio con il proposito di non tornarci più, mentre Marta memorizza la strada per tornarci con il papà, insegnante alle medie.

La scuola è appena terminata, ma gli impegni di papà continueranno nelle settimane successive. Cosa farà la ragazza? Occorre una buona idea! Marta decide di ritornare alla pasticceria. La trova chiusa, ma riesce a farsi aprire lo stesso e, infine, chiede alla Signorina Euforbia se possa vedere i pasticcini potrebbe-venirmi-una-buona-idea. Naturalmente non ci sono, devono essere preparati al momento per avere tutti gli ingredienti con la giusta misura. Un cartello in negozio pubblicizza un corso di pasticceria che sta per iniziare. È un’ottima idea per iniziare le vacanze! Quando nonna, papà e figlia tornano al negozio, sono tutti sorpresi. I pasticcini per iniziare una conoscenza (chi-trova-un-amico-trova-un-tesoro) fanno decisamente centro! Così, Marta ha il consenso per iniziare il tanto desiderato corso di pasticcera. A questo punto, inizia la cronistoria, come un diario, delle infinite sorprese che accadono durante la settimana, dal lunedì al giovedì, i nuovi incontri di Marta, gli iscritti al corso, i pasticcini preparati non-abbattiamoci-e-troviamo-una-soluzione, non-sarà-perché-ho-il-gesso-che-sarà-una-brutta-estate?, vediamo-di-capire-se-va-i-bene-per-me. La Signorina Euforbia indica il criterio per realizzare i pasticcini: «Prima di cominciare dobbiamo sapere bene cosa stiamo per fare, possiamo conoscere il cammino solo se ci è chiara la meta».

Un giorno, però, la Signorina Euforbia riceve per lettera una brutta notizia. La lezione scorre come le precedenti anche se i ragazzi, mossi dalla curiosità, scoprono che la lettera reca lo sfratto esecutivo per il giorno successivo. Tutta l’area sarà demolita per l’imminente costruzione di un centro commerciale. I ragazzi durante il pomeriggio progettano il loro piano. La mattina successiva davanti al negozio della signorina Euforbia ci sono tutti, ma proprio tutti gli ex allievi del corso di pasticceria che vogliono chiedere di bloccare la demolizione prevista nel primo pomeriggio. Come  dovranno essere i pasticcini da preparare per il sindaco e per tutti quelli della società delle demolizioni? Che cosa accadrà alla fantastica quanto unica pasticceria della Signorina Euforbia? Vi lasciamo alla lettura del romanzo.

La Signorina Euforbia ci ricorda che la realtà va sempre conosciuta e abbracciata perché è più grande e più forte di quello che pensiamo noi. (pubblicato su La nuova bussola quotidiana del 10-10-2014)

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