altL’autore Giovanni Fighera incontrerà i lettori presso la Libreria del Meeting di Rimini lunedì 24 e martedì 25 agosto, dalle ore 17 alle 18.30.

Papa Francesco ha sorpreso tutti proponendo il romanzo come un’opera formativa sul fidanzamento: «In Italia avete un capolavoro sul fidanzamento, non lasciatelo da parte, i giovani debbono leggerlo […]. È un capolavoro dove si racconta la storia dei fidanzati che hanno subito tanto dolore, hanno fatto una strada di tante difficoltà, fino ad arrivare alla fine al matrimonio. Non lasciate da parte quest’opera, andate avanti a leggerla e vedrete la sofferenza e anche la fedeltà di questi fidanzati».

Di tutto si era scritto sul romanzo, l’opera era stato letta come l’epopea della provvidenza, il romanzo sugli umili, un testo in cui il Seicento diventa il protagonista assoluto, l’emblema dei potenti che schiacciano gli umili. L’elenco delle interpretazioni potrebbe non finire mai. In realtà, il romanzo parla a chi gli pone le giuste domande, al ragazzo che è in attesa che l’amata accondiscenda al suo amore, al padre che vede crescere i propri figli e si domanda cosa sia importante offrire loro, a due sposi che vedono trascorrere il tempo e si chiedono quale sia il senso della loro storia, ad un uomo maturo che si sente sulla strada sbagliata e vorrebbe capire come possa seguire il suo vero sogno. I promessi sposi raccontano della nostra vita, della morte, del desiderio di eterno in mezzo al limite della storia. 

I promessi sposi non è soltanto il romanzo più importante che sia stato scritto nella nostra letteratura, ma rappresenta in forma concreta e incarnata il genio del cristianesimo. Bisogna riscoprire, però, la bellezza de I promessi sposi a partire dalla conversione, dai due pilastri della vicenda (Gertrude e l’Innominato) tenendo conto del sugo della storia e da quanto accade dopo il matrimonio. Soprattutto bisogna partire dal percorso di fede e dalla conversione dello scrittore.

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