altProponiamo la rilettura di Calvino, non attraverso i suoi romanzi più letti e conosciuti, ma attraverso un testo che è il resoconto di fatti davvero accaduti allo scrittore, un giorno, mentre si trovava al Cottolengo. Stiamo parlando de La giornata di uno scrutatore, un libro illuminante su cosa sia l’incontro con la bellezza e con la verità della vita  e su come la libertà umana possa aderire o meno a quanto di bello e vero si è intravisto.

REALTA’ O IDEOLOGIA?

Semplice, breve, apparentemente solo la cronaca di un giorno insolito, La giornata di uno scrutatore è il diario di un miracolo, di un’ Epifania, della scoperta  che la realtà c’è ed è affascinante. È il resoconto di alcuni incontri che portano il protagonista ad una presa di coscienza che di fronte alla vita l’uomo può assumere due atteggiamenti: quello più frequente è partire dal proprio pensiero, dai propri preconcetti e di applicarli alla realtà, a quanto osservato, in un certo modo subordinando il dato esistente alla personale speculazione intellettiva; oppure l’alternativa è quella di guardare la realtà tenendo ben presente l’ideale incontrato e sorprendersi così pervasi da uno sguardo di tenerezza e direi quasi comprensione per l’umano. Atteggiamento ideologico e sguardo realistico sono le due espressioni che possono ben sintetizzare le due posizioni sopra descritte. Ebbene La giornata di uno scrutatore è una delle attestazioni più schiette che siamo tutti possibili vittime dell’ideologia e che l’antidoto all’ideologia è proprio l’apertura di una finestra sulla realtà, finestra che, una volta aperta e spalancata, permette agli occhi di sorprendere pianure immense e alle orecchie di udire parole prima non udibili: un’attrattiva, un fascino, una bellezza allora ci chiamano e ci spronano a uscire dal grigiore in cui si era piombati.

  

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