Il Sussidiario
UNGARETTI, SABA E MONTALE: QUEL NATALE CHE SI TACE PDF Stampa E-mail

altEsiste un Novecento letterario in parte o del tutto sconosciuto. Con la chiusura del canone del secolo scorso sono stati esclusi poeti e romanzieri che avrebbero, invece, meritato una particolare menzione. A questo si aggiunga il fatto che gli scrittori che sono entrati nel canone sono stati spesso ridotti all’interno di clichés, di luoghi comuni, di definizioni che li hanno classificati, resi più accessibili e quasi cristallizzati. In quest’operazione intellettuale effettuata a posteriori dalla critica senz’altro è emersa l’immagine di un secolo che avrebbe escluso la religiosità e il fatto cristiano dalla materia poetabile. A fianco di questa visione stereotipata del secolo corre, però, un secondo Novecento che potremmo definire «contro-Novecento letterario», costituito dai grandi dimenticati (Grazia Deledda, Federico Tozzi, etc.) o dalle opere non conosciute di chi è entrato nel canone.

            Così, una rapida incursione nel territorio della poesia del Novecento ci rivela, invece, come tutti i poeti si siano confrontati con l’avvenimento cristiano della nascita di Gesù, anche se a scuola poesie al riguardo spesso non solo non vengono studiate, ma neppure citate. Non ricordo di aver studiato al liceo o all’università neppure una poesia dedicata al Natale. Devo ritornare con la memoria agli anni delle elementari, quando ai maestri piace tanto raccontare le storie. Iniziava così la poesia: «-Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!/ Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei». Il testo si intitola «La notte santa». L’autore è Guido Gozzano.

    

Leggi tutto...
 
Qualle memoria (quasi) "morbosa" che ci rende felici PDF Stampa E-mail

altSceneggiatore, romanziere, saggista, Francesco Piccolo (1964) si è aggiudicato il Premio Strega 2014 con Il desiderio di essere come tutti (Einaudi).

            Per incontrarlo e conoscerlo meglio proponiamo la breve lettura del libro Momenti di trascurabile felicità (Einaudi). Una sorta di raccolta di ricordi, di riflessioni sulla scia de I pensieri di Pascal o di Leopardi o de I ricordi di Guicciardini o degli aforismi di La Rochefoucauld. Quello dei ricordi è un genere che nel tempo ha assunto un prestigio e una rilevanza letteraria. Come ben sottolinea il titolo, nel caso dell’opera di Piccolo, l’ambito è però circoscritto: le felicità trascurabili, quelle che rischi di non notare o di non apprezzare, quelle che sembrano immotivate e tutto sommato di poco conto.

È bello sorprendersi felici, collezionare le circostanze, mantenerne il ricordo, archiviarle nella memoria, riguardarle a posteriori. Perché «che senso ha vivere se non ricorda» (Pavese)? Quella di Piccolo è una memoria quasi «morbosa», come lui definisce ad esempio quella relativa ai libri che ha letto, di cui ricorda tutto, cosa faceva mentre li leggeva, con chi ne parlava. È segno di un’attenzione profonda al reale e al vissuto e, nel contempo, è intrisa del sapore oraziano e ariostesco dell’esistenza, tutto proteso alla valorizzazione delle piccole cose, dalla spesa al supermercato agli appuntamenti con amici o con colleghi di lavoro.

 

Leggi tutto...
 
Fama e bellezza all'epoca di internet PDF Stampa E-mail

altAndy Warhol affermò: «In the future everyone will be world-famous for 15 minutes. Nel futuro ognuno sarà famoso, al mondo per 15 minuti». È una profezia quanto mai attuale. I new media, infatti,non solo accelerano la diffusione della notorietà di personaggi già famosi, ma anche creano la celebrità di persone completamente sconosciute che, nel giro di poche ore o di pochi giorni, possono ottenere fama, successo e cospicui introiti.

In queste settimane una ragazza finlandese, Sara Maria Forsberg, è divenuta una nuova star di Internet con il video di youtube «What languages sound like to a foreigner» che ha ottenuto più di nove milioni di visualizzazioni in tutto il mondo. Per lei, pur così giovane, si aprirà probabilmente la possibilità di una carriera.

 

Leggi tutto...
 
SANREMO 2014. «Il cielo è vuoto» D. Faini – D. Mancino – C. De André PDF Stampa E-mail

A Sanremo 2014, oltre che la canzone «Invisibili», Cristiano De Andrè presenterà anche «Il cielo è vuoto», dal testo ricco di suggestioni simboliche e rivelatore di una percezione esistenziale tipica della modernità. Come non ricordarsi che ormai più di cento anni fa Pirandello scriveva dello strappo nel cielo di carta ne Il fu Mattia Pascal, allorché Anselmo Paleari raccontava del teatro di marionette. Oreste, grande eroe dell’antichità, vedendo il cielo strappato, diveniva inerte, si trasformava in Amleto. De Andrè non sta certo alludendo al celebre episodio citato, ma senz’altro le sue immagini risentono di un humus culturale da cui da tempo l’uomo si nutre, di cui si imbeve come per osmosi.

Nel cielo compare solo il sole che da sempre è simbolo della verità, della divinità che dà vita, addirittura del Cristo nella tradizione cristiana. Qui, il sole «acceca e fa esplodere il grano», infonde sulla Terra quel calore che fa crescere le sementi. Con efficace passaggio analogico, se in Terra cresce il grano grazie al calore proveniente dall’alto, il cielo dovrebbe essere seminato dei sogni degli uomini e diventare così un campo dove crescono i nostri sogni. Il cielo diventerà così «un mantice […], una strana officina» «di quello che faremo». Sentiamo direttamente questa prima parte: «Il cielo è vuoto, c’è soltanto il sole/ Che acceca la terra e fa esplodere il grano/ E noi che intanto bruciamo/ Il cielo è vuoto perché aspetta il seme/ Dei nostri sogni e di quello che faremo/ Di quello che faremo/ È un mantice il cielo è una strana officina». 

Leggi tutto...
 
Così Giovanni Verga ha cassato Fabio Volo PDF Stampa E-mail

LETTURE/ Così Giovanni Verga ha cassato Fabio VoloIl libro è oggi non più segno di cultura, ma oggetto di consumo; quasi, si potrebbe dire, di consumo di massa. Si è verificato quanto Leopardi profetizzava due secoli fa.

 

Il libro è oggi non più segno di cultura, ma oggetto di consumo, direi di consumo di massa. Si è verificato quanto Leopardi profetizzava nello Zibaldone due secoli fa quando affermava che nel futuro ci sarebbe stata una letteratura colta per pochi e un’altra produzione di consumo per tutti, che non si può considerare arte. Il Recanatese scriveva questo nei primi decenni dell’Ottocento.

Nel 1857 Uncle Tom’s Cabin di Harriet Beecher vendeva 300.000 copie in un solo anno e avrebbe raggiunto alcune milioni di copie nei decenni successivi risultando forse il libro più venduto nell’Ottocento.A fine secolo fu coniata la parola best seller quando la rivista Bookman cominciò a pubblicare gli elenchi dei libri più venduti. In I bestseller italiani 1861-1946 Michele Giocondi riesuma personaggi come Paolo Mantegazza, Gerolamo Rovetta, Salvatore Farina, Luciano Zuccoli, Umberto Notari, Mario Mariani, Virgilio Brocchi e Guido Milanesi meno famosi di Carlo Collodi, Emilio Salgari, Gabriele D'Annunzio, Edmondo De Amicis, Antonio Fogazzaro, eppure capaci di vendere centinaia di migliaia di copie a  libro.

 

Leggi tutto...
 
LETTURE. Medjugorie, una finestra spalancata sull'eternità PDF Stampa E-mail

alt«Sotto ogni aspetto, da ogni angolatura la osservi, Medjugorje è una finestra spalancata sull’eternità» scrive il giornalista Riccardo Caniato nella prefazione dell’ultima sua opera Medjugorie. Paradiso solo andata edito da Ares.

Da mercoledì 24 giugno del 1981 una giovane donna bellissima, che afferma di essere la Madre di Cristo, appare ogni giorno ai veggenti di Medjugorie. È venuta «per dire al mondo: - Dio esiste! Dio è verità! Solamente in Dio c’è la felicità e la pienezza della vita… Solo in Dio deriva la vera gioia dalla quale deriva la vera pace». Ogni nostro affanno nasconde il desiderio di Dio, la brama di Assoluto, di Infinito, di una felicità compiuta. «Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te» scrive sant’Agostino nelle Confessioni. Il nostro cuore non ha misura e può essere colmato solo da chi è oltre ogni misura umana.

Caniato, che dopo essere stato a Medjugorie ha già scritto sulle apparizioni mariane Maria, alba del terzo millennio. Il dono di Medjugorie e «La Madonna si fa la strada». Civitavecchia nel tempo di Maria, ritorna sull’avvenimento del secolo, così come lo ha definito Padre Livio Fanzaga. In Medjugorie. Paradiso solo andata Caniato si rivolge  a tutti, a quanti non hanno ancora incontrato la realtà di Medjugorie e a coloro che già vi si sono recati in pellegrinaggio. Con piglio giornalistico e avvincente, in maniera documentata e, nel contempo, personale Caniato ricostruisce questa storia (che è la sua storia) che continua ormai da trentadue anni, dalla prima apparizione alle opere che sono nate come grande frutto della presenza di Maria tra noi, presenta i volti dei veggenti e li intervista, affronta il tema sconcertante dei dieci segreti e del viaggio nell’Aldilà compiuto da due dei sei veggenti, gli straordinari miracoli avvenuti in questi anni e le conversioni di tanti uomini, mai trascurando quello che ha significato e significa per lui l’incontro con Medjugorie, che è, in ultima analisi, l’incontro con Cristo e con la Madonna.

Leggi tutto...
 
PAPA/SCALFARI. Caro Eugenio, la speranza non è un pensiero PDF Stampa E-mail

Alla lettera di Papa Francesco a Eugenio Scalfari hanno risposto il teologo Vito Mancuso (13 settembre) e il diretto interessato Scalfari (15 settembre).

Mancuso elogia l’intervento di Papa Francesco, “esemplare per apertura, coraggio e profondità”, oltre che per capacità di dialogo: “una lezione di laicità, una specie di discorso sul metodo”. Eppure, nota Mancuso, non si possono dimenticare le differenze, le distinzioni, i contrasti. Non si può tralasciare la differenza tra credenti e non credenti. Per i non credenti l’uomo è “scimmia pensante, … bestia da cui proveniamo”, per usare le espressioni di Scalfari. Per i credenti “la nostra origine […] proviene da un Pensiero, e va verso un Pensiero, che è Bene, Armonia, Amore. “La differenza peculiare (tra credenti e non credenti) non è tanto l’accettare o meno la divinità di Gesù, quanto piuttosto, più in profondità, la potenzialità divina dell’uomo”. Per Mancuso “il punto decisivo non è né Cristo né la Chiesa, ma la natura dell’uomo”: è orientata al Bene oppure no, proviene dalla luce oppure no? Rifacendosi ad un passo delle Confessioni di Sant’Agostino Mancuso afferma che l’uomo quando ama Dio ama la luce interiore che è in lui. L’uomo proviene dal Bene, è orientato verso il Bene che compie ascoltando la voce della propria coscienza.

Il 15 settembre Scalfari sintetizza così il pensiero e il credo di Mancuso: egli “crede nel Pensiero che porta verso il Bene. Quel pensiero è Dio e ci ispira solidarietà e giustizia”. In cosa crede Mancuso? In qualcosa “fuori dallo spazio e dal tempo”, in una promessa consolatoria, in un pensiero. Insomma la posizione da credente di Mancuso conferma per Scalfari la tesi che l’uomo è una “bestia pensante”. Ma, scrive, “la nostra prima ancora di essere una specie pensante è una specie desiderante” e, mentre “i desideri degli animali sono coatti e ripetitivi, quelli della nostra specie sono invece evoluti e da un desiderio appagato ne nasce immediatamente un altro”. Nella parte successiva della lettera Scalfari distingue tre gradazioni crescenti di amore: quello per sé (narcisismo), per l’altro (l’amicizia, l’attrazione sessuale, …), per gli altri (il prossimo). Gesù è la migliore espressione di questa, ultima, forma di amore, la più alta. Per questo l’espressione migliore del cristianesimo è per Scalfari la crocefissione di Gesù, non la sua resurrezione. Scalfari si augura, infine, che il dialogo con Papa Francesco continui e il tema potrebbe essere “fra crescere l’amore per gli altri almeno allo stesso livello dell’amor proprio”.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 6

Condividi sui Social Network

In viaggio con Dante verso le stelle

radio-maria

Il sugo della storia

Il sugo della storia

Maturità 2013

maturità 2013

Maturità 2014

2014_maturita

I promessi sposi

i-promessi-sposi

Divina Dommedia

divina-commedia

Riviste e quotidiani

Avvenire

logo tempi

 

 

 

il sussidiario

 la bussola

la-nuova-bussola-quotidiana



clandestino

studi cattolici

fogli

 

 

il-timone

studi-danteschi