Da che cosa scaturisce la creatività artistica? Che relazione intercorre tra l’opera d’arte e la realtà? E, di conseguenza, che funzione svolgono l’osservazione e lo sguardo sul reale nell’ambito della realizzazione di un capolavoro? Si può realizzare arte di «pura invenzione», scevra di ogni attenzione all’umano? Cercheremo, ora, di rispondere a queste domande  nel tentativo di capire quale sia la vera sorgente dell’arte.

Nell’atto primo dell’Amleto, il protagonista assiste all’apparizione  del fantasma del padre che gli ha rivelato di essere stato ucciso dal fratello. In seguito, Amleto confida all’amico Orazio che la realtà è ricchissima, che supera ogni fantasia e ogni possibilità di speculazione umana:

 

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella tua filosofia.

Se la realtà è più ricca di ogni pensiero umano, sarà anche sorgente di ispirazione per ogni discorso o fatto artistico. L’arte non potrà avere come punto di riferimento che la realtà stessa. Tutta l’arte e l’ispirazione shakespeariana nascono da questa acuta capacità di osservazione dell’umano sentire, delle passioni, delle gioie e delle sofferenze. Alla lettura delle tragedie, delle commedie, dei drammi storici di Shakespeare palpita il nostro cuore. Davvero a lui si addicono le parole dell’antico latino Terenzio: «Sono uomo, nulla di ciò che è umano reputo a me estraneo».

 

Commenta questo Articolo