Ospedali, istituti di mutuo soccorso e di credito cooperativo, scuole, una lunga serie di altri sodalizi umani dediti all’assistenza e ad opere di carità nascono in una clima e in una cultura cristiane ove viene rivalutata la singola persona all’interno di una comunità. Il singolo si sente appartenente ad un popolo, condivide lo stesso ideale, rinuncia anche ai propri miseri guadagni pur di costruire i templi del Signore: le cattedrali. Uno studio recente ha, ad esempio, dimostrato che l’84 per cento delle offerte per la costruzione del Duomo di Milano provengono dal popolo. Il progresso non riguarda solamente le arti, bensì tutti gli ambiti della tecnica e della scienza.

Quando si parla di come il cristianesimo abbia contribuito allo sviluppo della ragione e del progresso non si tratta solo di chiacchiere; la caduta dell’Impero Romano favorì un’era di invenzioni e innovazioni straordinarie. […] Gli sforzi e l’ingegnosità dell’uomo si rivolsero a cercare modi migliori di coltivare, navigare, trasportare le merci, costruire le chiese, muovere guerra, istruire e perfino fare musica. […] Il fiorire d’invenzioni nel periodo che segue la caduta di Roma è una dimostrazione del principio secondo il quale gli stati dispotici scoraggiano e ostacolano il progresso.

Nel Medioevo ci furono innovazioni nella produzione agricola. Ma non solo! Vennero inventati il camino, gli occhiali e l’orologio, di grandissima importanza per la civiltà. Le innovazioni riguardarono poi i trasporti, le arti, la musica, la letteratura, la scienza. Potremmo anche dire, a ragion veduta, che nel Medioevo il progresso fu tale che, non più tardi del XIII secolo, l’Europa si era spinta ben oltre Roma e la Grecia e il resto del mondo. Perché? Principalmente perché il cristianesimo insegnava che il progresso era «normale» e che «nuove invenzioni sarebbero sempre state prossime». Questa era l’idea rivoluzionaria. E la fiducia nel progresso non si limitava solo alla tecnologia e alla cultura più elevata. L’uomo medioevale europeo era incline a sviluppare modi migliori per fare le cose.

Lo stesso capitalismo nacque nel IX secolo d. C. grazie ai monaci cristiani che «cercavano di salvaguardare la sicurezza economica delle loro proprietà monastiche». I monaci

mutarono le loro economie di sussistenza rendendole altamente produttive, e loro stessi divennero protagonisti di reti di scambio commerciale in rapida espansione, dando così origine al capitalismo […]. La prima forma di capitalismo religioso si fondava principalmente sulla produzione agricola e, in una certa misura, sul prestito di denaro.

 

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