altIl Paradiso si apre inequivocabilmente nel segno della donna. Nel I canto campeggia Beatrice, così come nel I Cielo la prima anima che Dante incontra è ancora una donna: Piccarda Donati. Anche l’Inferno, quello vero, non il Limbo, quello che presenta grandi sofferenze, pianti e lamenti, si apre con l’affascinante figura femminile di Francesca da Polenta. Dopo di che le donne escono di scena per ritornare nel canto V del Purgatorio con l’immortale personaggio di Pia de Tolomei. Non saranno questi elementi secondari. Beatrice sta accompagnando Dante in Paradiso così come Francesca ha portato Paolo all’Inferno. Ricordiamo, poi, come il Purgatorio si chiuda completamente nel segno femminile con la ricomparsa della figura di Beatrice e con l’apparizione di Matelda che permette la purificazione di Dante con l’immersione prima nel fiume Leté e, poi, nell’Eunoé.

Del secondo personaggio femminile del Paradiso abbiamo avuto chiare anticipazioni già nel Purgatorio, quando Dante ha incontrato l’amico poeta Forese Donati, con il quale in vita si era aperta una tenzone poetica che ancor oggi possiamo apprezzare per la vivezza del linguaggio e la forza dell’espressività comica. Morto da pochi anni e pentitosi in punto di morte, Forese è, in realtà, già in Purgatorio grazie alle preghiere della moglie Nella. Forese anticiperà a Dante che la sorella Piccarda Donati si trova nel coro dei beati: «La mia sorella, che tra bella e buona/ non so qual fosse più, triunfa lieta/ ne l’alto Olimpo già di sua corona».       

Entrata nel convento delle Clarisse, Piccarda era stata strappata al chiostro dal famigerato fratello Corso Donati, personaggio violento e capo dei Guelfi neri, che aveva voluto darla in sposa a Rossellino della Tosa (in una data imprecisata tra il 1283 e il 1293) probabilmente per ragioni e strategie politiche. Poco tempo dopo, per quanto raccontano le tradizioni orali, anche se non abbiamo alcuna prova accreditata di attendibilità storica, Piccarda si ammalò e morì prima che fossero consumate le nozze. Pietro di Dante annota: «Si dice […] che sia morta vergine, non toccata dal suddetto marito, essendo sopravvenuta una febbre mortale nel giorno stesso delle nozze».

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