altLa fatica non è a nessuno in alcun modo risparmiata. Così, se nell’Inferno Dante ha rischiato di morire dinanzi alle mura della città di Dite, ora in Paradiso corre il pericolo di non vedere Dio. È stato investito della missione di raccontare tutto quanto ha visto dal trisavolo Cacciaguida e gli è stato profetizzato l’esilio (canto XVII), ha visto i santi che gli sono venuti incontro nei diversi cieli. Tutto questo, però, non è ancora sufficiente. Per poter vedere Dio Dante dovrà sostenere una prova, un vero e proprio esame di baccelliere, che nel Medioevo si affrontava proprio a trentacinque anni (l’età che ha Dante nella finzione letteraria della Commedia, ambientata nel 1300) per conseguire la facoltà di insegnare ovunque. Il superamento dell’esame sarà per il poeta un’ulteriore comprova del valore del cammino compiuto e dell’insegnamento appreso. 

L’esame è complesso. Consta di tre parti ognuna delle quali è costituita da una quaestio. Di prassi, solo alla fine dell’argomentazione del discepolo, il maestro interveniva per integrarne eventualmente il discorso. Tanto più brevi erano gli interventi finali quanto più valida era da considerarsi la prova sostenuta dal baccelliere. Il primo maestro che interroga Dante è san Pietro. Il tema è la fede. Non a caso è proprio l’apostolo a proporre quest’argomento, colui che ha camminato sulle acque sprofondando poi per il dubbio, che ha promesso a Gesù che non l’avrebbe mai rinnegato, ma che l’ha, in seguito, tradito per tre volte e per altrettante ha attestato di amarlo. Il Maestro gli affiderà, così, la sua Chiesa. San Pietro che non è, certo, un esempio di perfezione, testimonia, però, un indefesso amore e un’instancabile ripresa, dopo il peccato e le difficoltà, che lo porteranno al martirio in croce. Le sue lacrime sono il segno di quell’amore che lo ha condotto a seguire Gesù per capire chi fosse. Ricordiamoci che quando Gesù chiese ai suoi discepoli chi pensassero che Lui fosse, solo Pietro arrivò a dire: «Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente». San Pietro nella sua sequela iniziata per lo stupore di fronte a quell’uomo è giunto fino a riconoscere la straordinarietà di Gesù, la sua divinità. 

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