altIl canto XII del Paradiso presenta uno dei santi più significativi del Duecento: san Domenico di Guzmàn. Nato a Calaruega in Castiglia nel 1170, fonda l’Ordine dei Frati predicatori, approvato nel 1216 da papa Onorio III, basato sulla predicazione itinerante, sulla povertà mendicante, sullo studio e sulla vita comune. Morto nel 1221 a Bologna, viene canonizzato nel 1234. I due canti XI e XII sono stati da sempre sentiti come gemelli e, per così dire, simmetrici nella costruzione e nei contenuti. A parlare è ora un rappresentante dei francescani, san Bonaventura da Bagnoregio, autore dell’Itinerarium mentis in deum, trattato mistico che è anche fonte ispiratrice importante della Commedia. 

Si è parlato di canti simmetrici, anche se grande è la differenza nella presentazione dei discepolidei due santi. San Tommaso fa, infatti, procedere alla vita di san Francesco un’ampia presentazione delle anime che costituiscono con lui la ghirlanda, mentre san Bonaventura delineerà i discepoli di san Domenico in maniera più sbrigativa e a conclusione del lungo racconto. Inoltre, se controversa si presentava a Dante la bibliografia che ha tramandato la vita dell’assisiate, univoca è, invece, la tradizione su san Domenico confluita nell’agiografia ufficiale degli Acta sanctorum di Teodorico d’Appoldia. Del resto, anche la contrapposizione interna all’ordine che si traduce nei francescani nella lacerazione tra conventuali e spirituali, che ha dilaniato i frati minori nel Duecento, non compare nei domenicani.

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