Esame di ammissione alla facoltà di medicina all'università statale di  MilanoIn questi mesi gli studenti dell’ultimo anno della scuola superiore partecipano ad open day universitari, incontrano esperti del mondo delle facoltà per conoscere i corsi di studio offerti dopo la scuola superiore e il mercato del lavoro. Questa attività frenetica prende il nome di «orientamento universitario».

Ho l’impressione che, spesso, in queste proposte fatte dalle università e dalle scuole superiori, gli studenti vengano considerati come clienti e non vengano provocati sulle domande fondamentali: io chi sono? Che cosa desidero davvero dalla vita? Che passioni ho? Che talenti ho scoperto in me? Mi sembra che essi scelgano il corso di studi, evitando tutte queste domande, come se l’unico criterio sia quanto la società propone o si aspetta da loro.

I giovani sentono, spesso, parlare di passioni, ma raramente qualcuno li sprona a scoprire i propri talenti personali. Anzi, per loro è strano sentirsi dire che li possiedono, immersi come sono in una società in cui sembra che pochi li abbiano, di solito quelli che sono osannati, idolatrati e cosparsi di oro e di denaro. Tutti gli altri che, invece, non possiedono quei «talenti» che piacciono ai mass-media, tutti coloro che non sono calciatori, veline, presentatori televisivi, attori, cantanti, dovranno adottare un criterio di scelta dell’università o del lavoro differente, non strettamente legato alle proprie doti.

Qualche tempo fa, in un progetto di orientamento, avevo deciso di avviare il percorso con i ragazzi affrontando proprio il tema della passione e del talento. Avevo fatto vedere agli studenti il film del regista Pupi Avati Quando arrivano le ragazze? che mette a tema la questione del talento, della passione e della vocazione. Ciascuno di noi ha almeno un talento. Possederne anche uno solo, ma scoprirlo e farlo fruttare «produce molto di più» che averne tanti, ma tenerli nascosti. Il talento è la nostra passione più profonda in quanto è connaturata a noi stessi. Alla fine di quel percorso di orientamento ho organizzato una tavola rotonda con figure professionali appartenenti ad ambiti lavorativi differenti sul tema «Passione e talento sul lavoro». Questi hanno raccontato agli studenti dell’ultimo anno di Liceo di aver frequentato una facoltà e di aver scoperto, una volta laureati, che i loro interessi erano rivolti ad altro. Così, si sono messi in discussione e ora sono felici dell’attività che svolgono. Ecco la conclusione della tavola rotonda.

 

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