La realtà c’è, è un dato che esiste prima di noi. La realtà ci provoca, ci suggestiona, ci sollecita, ci suggerisce un Mistero che sta oltre il sensibile e il visibile. Ci affascina con la sua bellezza purché noi la guardiamo con stupore e meraviglia, anche quando siamo immersi in problemi e portiamo pesanti croci. Talvolta, però, ci si dimentica che la realtà esiste, non ci si stupisce più e allora la monotonia e le difficoltà quotidiane ci schiacciano. Così accade a noi come è accaduto a Belluca, protagonista della novella pirandelliana «Il treno ha fischiato». La narrazione inizia in medias res. Alla fine di una giornata di lavoro l’impiegato Belluca sembra impazzito. Al capo che gli chiede conto del lavoro svolto durante la giornata, Belluca risponde che “il treno ha fischiato”. Tutto l’ufficio non può trattenersi dalle risa di fronte allo strano atteggiamento dell’impiegato. Questa è la comicità, quella risata irrefrenabile e irrispettosa di fronte a ciò che avvertiamo come contrario a quanto noi ci aspetteremmo (“avvertimento del contrario” lo chiama Pirandello nel saggio L’umorismo). Il narratore, però, avverte che per chi avesse conosciuto bene Belluca quell’atteggiamento era quanto di più naturale potesse accadere.

 

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