altLa Monaca di Monza appartiene alle grandi figure femminili della letteratura, alla lunga  teoria di eroine che comprende, tra le altre, la Medea di Euripide e di Seneca, la Didone virgiliana, la Francesca da Rimini immortalata da Dante. Proprio il personaggio dantesco può, a buon diritto, essere considerato la sorella maggiore della Monaca di Monza. Credo che Manzoni mutui dalla celebre figura infernale più di un aspetto. Entrambe le donne furono costrette a compiere un passo non desiderato, dal momento che Francesca era convinta di sposare Paolo, così come Gertrude non sentiva la vocazione della monacazione. Entrambe le donne si lasciano andare alla passione, che viene, però, opportunamente taciuta e sottointesa da una frase lapidaria: l’endecasillabo dantesco «Quel giorno più non vi leggemmo avante» è sostituito dall’ottonario manzoniano «La sventurata rispose». Le tragedie si compiono e si concludono in un istante, da quell’istante può dipendere tutto, salvezza e dannazione, miseria e riscatto. Francesca e la Monaca di Monza sono due personaggi storici e, nel contempo, tragici, due figure che la letteratura ha reso immortali consegnando in un certo senso alla storia.

Un’attenta ricerca sulla figura della Monaca di Monza ci permette, però, di riflettere sul fatto che la vicenda che conosciamo noi di Gertrude è solo in parte corrispondente alla storia vera.

 

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