altRenzo e Lucia si preparano a celebrare un matrimonio a sorpresa, coinvolgendo suo malgrado Don Abbondio. Contemporaneamente Don Rodrigo tenta di far rapire Lucia. Entrambi i piani falliscono. La ragione non può calcolare l’imprevisto.

Renzo e Lucia si affidano ai consigli di Agnese, nella prima settimana della storia. Renzo cerca prima la soluzione dal dottore Azzeccagarbugli, poi i due fidanzati sperano che fra Cristoforo sappia persuadere don Rodrigo a desistere dal suo proposito di ostacolare le nozze. Vani si rivelano entrambi i tentativi. Sicché, infine, Agnese propone ai due cari il progetto del matrimonio di sorpresa. Renzo è subito concorde con l’iniziativa, mentre Lucia accetterà solo dopo molta insistenza, una volta constatata l’animosità del fidanzato.

Il progetto è semplice: Agnese intratterrà lontano dall’abitazione del curato Perpetua, mentre Tonio e Gervaso con la scusa di sanare un debito si presenteranno dinanzi a don Abbondio, dato per febbricitante in tutto paese; al momento opportuno Renzo e Lucia, alla presenza dei due testimoni, reciteranno le formule nuziali e il matrimonio sarà così celebrato.

Nella notte degli imbrogli anche don Rodrigo ha tramato un piano per poter vincere la scommessa di san Martino con il Conte Attilio. Ha deciso di far rapire Lucia dai suoi bravi. In una notte in cui dovrebbe dominare il buio, mentre, invece, il chiarore della Luna risplende ad illuminare le trame nascoste, il paese è animato da un particolare dinamismo interno.

L’orchestrazione registica di Manzoni sa ricomporre e intersecare magistralmente in un susseguirsi di colpi di scena e imprevisti i movimenti di Renzo, Lucia e Agnese nell’abitazione del curato, l’arrivo dei bravi, prima, e di Menico, poi, alla casa della promessa sposa. Comicità e dramma si mescolano con sapiente costruzione narrativa in modo tale da svelare i differenti piani di lettura della realtà. Le diverse gradazioni del comico (ironia, umorismo, comicità pura) sottolineano l’incapacità della ragione umana a controllare imprevisti e vicende. Tutti i progetti umani, calcolati fin nel dettaglio, falliscono. L’uomo deve riconoscere, se è onesto con se stesso, che non è autonomo, non può dominare e plasmare la realtà a suo piacimento.

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