La ragione del cuore il blog di Giovanni Fighera
IL PURGATORIO: RITORNO ALL'EDEN PERDUTO. VIDEO DEL CANTO I PDF Stampa E-mail

 

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PURGATORIO: RITORNO ALL'EDEN PERDUTO.

VIDEO DEL CANTO I.

Nel Purgatorio Dante incontra Catonr l'Uticense.

https://www.youtube.com/watch?v=TIL0urUN3JU&list=PL7I5Z8xAJpYsWftUEqjyqI687bjJMbA9u

 

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"Paruzzaro, dove il Giudizio si fa arte" di Margherita del Castillo PDF Stampa E-mail

Risultati immagini per paruzzaro san marcelloParuzzaro è un piccolo comune del basso Novarese che san Marcello Papa protegge, condividendo questo importante compito con San Siro, cui fu intitolata la nuova parrocchiale sul finire del XVI secolo. A Marcello è, invece, dedicata la chiesetta che sorge a circa un chilometro dal paese, presso la zona cimiteriale. E’ un edificio antico, risalente all’anno Mille se non ai primissimi decenni dell’XI secolo; il primo documento in cui se ne fa menzione, infatti, è un atto di donazione datato 1034. Molte sono le notizie storiche relative alla chiesa, contenute nelle relazioni delle numerose visite pastorali. Da esse si desume che molteplici furono gli interventi condotti sul piccolo tempietto, che ha mantenuto, però, nei secoli il suo aspetto romanico. 

Il campanile e l’abside sono le parti più originali: il fusto di conci di pietra della torre, slanciata e armonica, è alleggerito dalle aperture cieche e dalle bifore che si sovrappongono lungo i piani. Più rozza appare la muratura della superficie esterna dell’abside, suddivisa da lesene sormontate da una teoria di archetti pensili. La facciata a capanna risulta, invece, rimaneggiata.

All’interno il soffitto a cassettoni copre l’unica ampia navata, sulla quale si sviluppa uno straordinario ciclo di affreschi. I più recenti restauri hanno evidenziato tre fasi di esecuzione, ascrivibili, rispettivamente alla fine del Trecento, alla seconda metà del Quattrocento e agli inizi del Cinquecento. Gli affreschi più antichi, trecenteschi e lacunosi, si trovano nella zona inferiore della parete destra, accanto alla Crocefissione. Nei registri superiori si dipanano gli episodi della Passione di Cristo, da leggersi partendo da sinistra verso destra e cominciando dall’Ultima Cena per proseguire, poi, con la lavanda dei piedi, Gesù nell’orto del Getsemani, fino ad arrivare, nel registro successivo, alla Discesa agli Inferi, la Resurrezione e la Cena in Emmaus.

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CITTA' NUOVA. PURGATORIO: RITORNO ALL'EDEN PERDUTO PDF Stampa E-mail

Poesia – Giovanni Fighera, “Il Purgatorio: ritorno all’Eden perduto”, Ares, euro 13,00 – Dopo l’Inferno, l’autore  – insegnante, giornalista, scrittore e blogger – prosegue la trilogia dedicata alla Divina Commedia con il Purgatorio, cantica bellissima, purtroppo non sempre apprezzata come la prima, in cui dominano gli affetti, le amicizie, il senso della coralità e della comunità. Viene in evidenza come il viaggio di Dante sia la nostra stessa avventura della lotta quotidiana nel cammino verso la piena felicità.

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Maturità 2017. Italo Calvino e quella giornata al Cottolengo: «L’umano arriva dove arriva l’amore» PDF Stampa E-mail

altMaturità 2017. Prosegue il viaggio in preparazione dell’Esame di Stato. Dopo Giovanni Pascoli, Gabriele D’AnnunzioLuigi Pirandello, Italo SvevoGiuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Umberto Saba e Salvatore Quasimodo, oggi parliamo di Italo Calvino.

La vita

Nato a Cuba nel 1923, Italo Calvino partecipa alla resistenza partigiana, di cui tracce si vedono nelle prime opere. Poi, nel Secondo dopoguerra, si laurea in Lettere. Inizia la sua fervente attività di romanziere e di collaboratore con quotidiani e riviste. Negli anni in cui va di moda l’intellettuale engagé, specialmente di sinistra, sia in Europa (si pensi a Camus o a Sartre) che in Italia (basti citare Moravia), anche Calvino è iscritto al partito comunista. In seguito ai gravi fatti di Budapest (1956) il 7 agosto 1957 Calvino si dimette dal PCI scrivendo: «Cari compagni devo comunicarvi la mia decisione ponderata e dolorosa di dimettermi dal partito […]. Credo che nel momento presente quel particolare tipo di partecipazione alla vita democratica che può dare uno scrittore e un uomo d’opinione non direttamente impegnato nell’attività politica sia più efficace fuori dal Partito che dentro». Si sposa nel 1964 all’Avana nel 1964. La sua notorietà di scrittore si afferma a livello internazionale. I suoi interessi sono eterogenei e denotano sensibilità per problematiche scientifiche e politiche. Tiene conferenze e continua a scrivere. Dal 1967 al 1980 vive a Parigi. Poi, tornato in Italia, colto da un ictus, muore nel 1985.

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GRANDI CAPOLAVORI CRISTIANI 7-Mounier, la dottrina e il mistero della sofferenza PDF Stampa E-mail

altNato a Grenoble nel 1905, affascinato dagli intellettuali Péguy, Berdjaev e Maritain, Emmanuel Mounier fonda nel 1932 la rivista Esprit con l’intento di creare un luogo di cultura e di espressione che possa dare spazio alla profonda crisi di civiltà che sta attraversando la sua epoca. Mounier è fermamente convinto che alla luce dell’avvenimento cristiano possano essere affrontate con un rigore, con una speranza e con un entusiasmo differenti tutte le sfide della modernità come pure tutte le circostanze quotidiane. Mounier muore nel 1950 a Châtenay-Malabry.

Un esempio emblematico della fede e della posizione esistenziale in Mounier è rappresentato dalle magnifiche lettere da lui scritte alla moglie e  agli amici. Il 25 maggio 1928 Mounier così si rivolge a J. Chevalier in seguito alla morte di un amico: «Il giorno della morte del mio amico […] ha portato in primo piano, tra i miei pensieri, tutto il dramma di una vita che aveva in sé il dramma di una famiglia, di una generazione, di un’umanità. Ne ho ricevuto un tale arricchimento che, nonostante l’irreparabile, ci sono delle ore e delle settimane  che non vorrei non aver vissuto. E penso che sia proprio questo che manca soprattutto a quelle anime tronfie di professori: il sacrificio accettato spontaneamente, o la prova, […]. La nozione stessa, la nozione concreta della miseria umana (come della sua vera grandezza): non conoscono l’ospedale se non dall’interno delle loro commissioni d’igiene». 

Mounier è consapevole che solo nell’esperienza si può arrivare alla verità della vita, non stando ”di fuori”, non nella retorica e nei bei discorsi, non nella dottrina disincarnata. Scrive, infatti: «Occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne. Questa sera ho la consapevolezza che non difendo una posizione» (dalla lettera del 3 gennaio 1933). Nel contempo, però, «non resta che una cosa: pregare, perché le tenebre non si confondano con la luce» (dalla lettera del 25 gennaio 1933). 

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