Giovedì 23 gennaio 2020 ore 10:30 san Francesco raccontato da Dante nella trasmissione IN VIAGGIO CON DANTE VERSO LE STELLE.

San Tommaso seleziona soltanto pochi aspetti dell’immane mole di aneddoti, storie, miracoli che hanno accompagnato il Santo di Assisi. Ci offre una breve descrizione geografica e pochi fotogrammi della vita. Comprenderemo ora le ragioni di tali scelte.

Innanzitutto, san Tommaso descrive con dettaglio l’ubicazione della città natale di san Francesco, Assisi, collocata sulla costa meno ripida del monte Subasio, tra i fiumi Topino e il Chiascio. Il Santo è stato per il mondo un nuovo Sole, ragione per cui sarebbe opportuno ribattezzare quel paese con il nome di «Oriente» (luogo di nascita del Sole), non più «ascesi» (salita ovvero Assisi). In questo modo il nome della città rispecchierebbe meglio la sua natura. Per l’uomo medioevale forte è la convinzione che i nomina sunt consequentia rerum, ovvero i nomi sono conseguenza della natura delle cose. San Tommaso ci vuole descrivere san Francesco simile a Gesù, Sole per l’umanità. La stessa data di nascita del Signore coincide con la festività del Sol invictus per i Romani (25 dicembre).

Anche nella presentazione delle tappe fondamentali della vita del povero d’Assisi san Tommaso sceglie episodi che rappresentino il Santo come figura di Cristo, immagine luminosa di Cristo in Terra.

  In cosa consiste la figura, chiamata anche interpretazione figurale? Il filologo tedesco Erich Auerbach (1892–1957) scrive:

 

l’interpretazione figurale stabilisce fra due fatti o persone un nesso in cui uno di essi non significa soltanto se stesso, ma significa anche altro, mentre l’altro comprende o adempie il primo. I due poli della figura sono separati nel tempo, ma si trovano entrambi nel tempo, come fatti o figure reali; essi sono contenuti entrambi […] nella corrente che è la vita storica.

 

Auerbach spiega altresì che gli eventi dell’Antico Testamento sono anticipazione e prefigurazione del Nuovo Testamento. Ad esempio, l’antica Pasqua ebraica (memoria e celebrazione della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù di Egitto) è profezia della Pasqua cristiana (memoriale della Resurrezione di Gesù Cristo e della liberazione dell’uomo dalla schiavitù della morte e del peccato). L’interpretazione figurale è estesa anche alle persone e agli eventi dell’età cristiana. Potremmo anche affermare che ciascuno di noi in Terra è figura dello status animarum post mortem ovvero della condizione dell’anima nell’aldilà. Si comprende ora come il concetto di figura sia fondamentale per comprendere la visione cristiana della vita, le sacre scritture e la stessa Divina commedia.

San Francesco è figura di Cristo, chi incontrava lui era come se conoscesse meglio Gesù. Per descriverlo in questa prospettiva san Tommaso ricorre ad immagini e linguaggio di un’audacia mai prima assaporata nel poema dantesco. Ci racconta le vicende sentimentali del Santo che si è addirittura sposato con la stessa donna che è stata compagnia di Cristo. Per chi non comprendesse subito l’immagine il tono di san Tommaso potrebbe addirittura apparire blasfemo.

Sentiamo dalla viva voce del Santo il racconto della lotta di san Francesco con il padre a causa della donna amata:

 

Non era ancor molto lontan da l’orto,

ch’el cominciò a far sentir la terra

de la sua gran virtù alcun conforto:

ché per tal donna, giovinetto, in guerra

del padre corse, a cui, come a la morte,

la porta del piacer nessun diserra;

e dinanzi a la sua spirital corte

et coram patre le si fece unito;

poscia di dì in dì l’amo più forte.

Questa, privata del primo marito,

millecent’anni e più dispetta e scura

fino a costui si stette sanza invito.

(Paradiso XI, vv. 55-66)

 

né valse udir che la trovò sicura
con Amiclàte, al suon de la sua voce,
colui ch’a tutto ‘l mondo fé paura;                                   69
né valse esser costante né feroce,
sì che, dove Maria rimase giuso,
ella con Cristo pianse in su la croce.                            72
Ma perch’io non proceda troppo chiuso,
Francesco e Povertà per questi amanti
prendi oramai nel mio parlar diffuso.                            75

Il lettore del Paradiso è sorpreso dal linguaggio audace utilizzato da san Tommaso, appartenente da un lato alla sfera cavalleresca dall’altro alla dimensione erotico-carnale. San Francesco ha combattuto per una donna che si era già sposata più di millecento anni prima e che non aveva più ricevuto un invito. Si è unito carnalmente con lei di fronte al vescovo e al padre. Nessuna scena potrebbe essere più scandalosa, provocatoria e vergognosa. Scopriamo, poi, che il primo marito fu Gesù Cristo.

L’audacia di san Tommaso non si arresta qui: quella donna andò in croce con Cristo laddove anche la Madonna era rimasta ai piedi del legno.

San Tommaso comprende di avere generato scalpore e dubbio nella mente dell’interlocutore Dante, così come certamente tutti i lettori sono rimasti scioccati da quanto hanno letto. Per questo sente la necessità di togliere ogni mistero o possibile fraintendimento e rileva l’identità della donna: Madonna Povertà.

Così san Francesco divenne sempre più simile a Cristo. Non solo fu un sole così come il Signore in Terra, ma sposò anche la stessa donna, disprezzata e reietta da tutti.

Rendendosi imitatore della Bellezza incarnata, san Francesco brillò dello splendore del Bello e conquistò affascinando tutti coloro che incontrava.

Attratti dall’amore, della letizia, dalla speranza e dall’ardore di carità, molti lo seguirono:

 

La lor concordia e i lor lieti sembianti,

amore e maraviglia e dolce sguardo

facieno esser cagion di pensier santi:

tanto che ‘l venerabile Bernardo

si scalzò primo, e dietro a tanta pace

corse e, correndo, li parve esser tardo.

(Paradiso XI, vv. 76-81)

 

Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!
Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro
dietro a lo sposo, sì la sposa piace.                              84
Indi sen va quel padre e quel maestro
con la sua donna e con quella famiglia
che già legava l’umile capestro.                                     87

 

San Tommaso spiega che i seguaci di san Francesco aumentavano sempre più, perché piaceva la sua sposa. È come se qualcuno uscisse con un amico, perché è attratto da sua moglie.

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