altNon è sufficiente avere delle domande vive, quando si è soli e tutto va male, quando nella vita domina il senso di assenza. Questo vale per Ortis, ma era già evidente nell’opera da cui Foscolo ha tratto tanta ispirazione, quel Werther di Wolfgang von Goethe (1749-1832) in cui il protagonista finirà i suoi giorni suicida, in seguito ad una delusione amorosa, quando scopre che la sua amata Carlotta è andata in sposa ad un altro. Goethe avrebbe più tardi scritto quel Faust in cui il protagonista arriva a stipulare un patto con il diavolo pur di ottenere il suo obiettivo, la felicità. Un inesausto e instancabile impeto a compiersi, anche se ciò significasse contrapporsi a Dio, una sorta di titanismo moderno, è l’altra faccia dell’eroe romantico. Se da un lato l’immagine dominante è quella di un eroe che cade vittima dei tempi e del destino, dall’altra si afferma un uomo che, pur di compiersi al momento, si perde per l’eternità. In maniera emblematica Faust avrebbe perso la sua anima per sempre se avesse pronunciato la frase: «Fermati o sole, perché adesso sono felice». La punta estrema di questa religiosità romantica è un titanismo che in ultima analisi rescinde i rapporti con il destino ultimo e con l’eternità.

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