Dante conclude la Commedia con uno dei versi più belli che siano mai stati scritti sull’amore: «Amor che move il sole e le altre stelle». Proprio da qui mutua il titolo l’ultima opera di Giovanni Fighera, che completa un’ideale trilogia con Che cos’è, dunque, la felicità, mio caro amico? e La bellezza salverà il mondo. Insegnante di Liceo, in questi anni Fighera ha incontrato nelle scuole, nei centri culturali e nelle parrocchie giovani e adulti, riproponendo temi e domande centrali per l’uomo.

Dopo la felicità e la bellezza, dunque, Fighera indaga l’esperienza dell’amore, non solo nell’accezione sentimentale, ma nelle diverse sfaccettature in cui si manifesta nella vita dell’uomo, dal senso della nascita all’incontro con il maestro, alla scoperta del talento e della vocazione all’amicizia, all’affettività e al matrimonio, alla paternità e maternità. In un suggestivo incrocio tra il macrocosmo del sapere e il microcosmo del vissuto quotidiano, l’opera esplora anche il cambiamento della cultura, della visione del mondo, del mistero, degli dei, dell’aldilà, dell’amore stesso all’avvento di Cristo in mezzo a noi.

 

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