Risultati immagini per famiglia cristianaDa sempre tutti riconoscono a Dante Alighieri il ruolo di padre della lingua e della letteratura italiana. È tuttavia soltanto da alcuni anni che la Divina Commedia è tornata nei teatri e sulle piazze, grazie alle straordinarie interpretazioni di personaggi come Roberto Benigni o Vittorio Sermonti. Ma ci voglio fenomeni mediatici come questi per apprezzare il valore e il fascino di un libro?

            Il luogo elettivo in cui scoprire la bellezza dei versi di Dante dovrebbe essere la scuola. Dove in effetti qualcosa si muove. Vengono proprio da uomini di scuola letture nuove e stimolanti della Commedia. Dopo aver pubblicato Tre giorni all’Inferno. In viaggio con Dante (Ares), Giovanni Figheramanda in libreria il secondo volume, Il Purgatorio: ritorno all’Eden perduto (sempre Ares), di quella che si preannuncia come una trilogia. In cammino con Dante (Garzanti) si intitola invece il libro di Franco Nembrini. Entrambi sono professori di liceo molto carismatici, che con le loro lezioni dantesche riempiono i teatri, le parrochhie e i centri culturali, trascinando giovani e adulti alla scoperta di un’opera che è in grado di far emergere le domande più profonde dell’uomo.

            Ma perché quest’opera è così importante? «Dante», di ce Fighera, «ha sempre cercato la felicità e la salvezza, i due fini della vita umana, secondo lui. E così, grato per quanto ha incontrato e ricevuto, compone un’opera che ha il fine di accompagnare gli uomini dalla condizione di infelicità/peccato a quella di felicità/beatitudine. La Commedia parla a ognuno di noi, perché parla dell’essere umano, della vita, e lo fa con la potenza e la capacità di comunicazione proprie del genio di Dante».

 

 

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